L'inquinamento è associato a depressione e problemi mentali

26/08/2019 - 08:04

L'inquinamento atmosferico potrebbe influenzare il nostro cervello ed essere collegato a condizioni di salute mentale, come depressione e disordini bipolari.

A portare nuove evidenze su questo legame è una ricerca che, pubblicata su PLOS Biology, ha analizzato i dati di 151 milioni di persone negli Stati Uniti e 1,4 milioni di persone in Danimarca.

Nel nuovo studio, coordinato da Andrey Rzhetsky, genetista presso l'Università di Chicago, l'esposizione è stata mappata a livello di contea e si è cercato di tenere conto dei fattori confondenti tra cui reddito, etnia e densità di popolazione.

Incrociando i dati atmosferici con le richieste di assicurazione sanitaria, si è scoperto che il predittore più forte di diagnosi di disturbo bipolare - dopo l'etnia - era la qualità dell'aria.

Dai risultati è emerso anche che esiste una forte correlazione, anche se ancora non è possibile provarne un legame di causa ed effetto, tra inquinamento e tassi più elevati di schizofrenia, disturbi della personalità e depressione maggiore.

Ma in che modo l'inquinamento può influire sul nostro cervello? Un fattore evidente è il rumore del traffico, noto per aumentare lo stress e peggiorare la qualità del sonno. Alcuni microinquinanti, inoltre, come PM2.5, possono passare attraverso la barriera ematoencefalica, potenzialmente interessando il cervello.

Un'altra possibilità è che l'aumento dell'infiammazione nel corpo, causata dall'inquinamento, inneschi la risposta allo stress del cervello. Una terza ipotesi è che lo smog causi cambiamenti epigenetici, che influenzano l'attività del DNA, alterando l'equilibrio di sostanze chimiche cerebrali.

(ANSA)

 

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