Pesticidi: tutto quello che dobbiamo sapere

Autore:
Andrea Cuscona
27/07/2016 - 14:14

I pesticidi sono ampiamente utilizzati ma i loro effetti nocivi continuano ad essere oggetto di dibattito scientifico. L'estate è un periodo in cui parecchi Enti Pubblici Territoriali provvedono a irrorare aree verdi e altri spazi urbani ed extraurbani con tali prodotti, al fine di debellare insetti e parassiti. Per quanto i pesticidi adottati siano legali e-  dunque -  il loro uso consentito, vale davvero la pena inondare l'ambiente di sostanze tossiche? Che effetti si riscontrano sulla nostra salute e su ciò che ci circonda? Lo abbiamo chiesto alla professoressa Margherita Ferrante, esperta in Igiene Generale e Applicata presso l'Università degli Studi di Catania e Direttore Responsabile per l'Igiene dell'U.O. Complessa dell'Ospedale Policlinico-Vittorio Emanuele.

 

Professoressa, partiamo da una prima panoramica generale sugli insetticidi: cosa sono, come agiscono?

“I pesticidi, comprendono i prodotti fitosanitari, utilizzati per la protezione delle piante e per la conservazione dei prodotti vegetali, e i biocidi, impiegati in vari campi di attività (disinfettanti, preservanti, pesticidi per uso non agricolo, ecc.). I due tipi di prodotti, spesso, utilizzano gli stessi principi attivi. Essendo concepiti per combattere organismi ritenuti dannosi, i pesticidi possono comportare effetti negativi per tutte le forme di vita. In seguito all’uso, in funzione delle caratteristiche molecolari, delle condizioni di utilizzo e di quelle del territorio, possono migrare e lasciare residui nell’ambiente e nei prodotti agricoli, con un rischio immediato e nel lungo termine per l’uomo e per gli ecosistemi (ISPRA 2016)”

 

In generale che effetti hanno su flora e fauna?

“Gli effetti più pericolosi sono la riduzione della variabilità genetica degli organismi viventi, il grosso contributo ai processi di eutrofizzazione delle acque dolci e di quelle marine, l'alterazione chimico-fisica e biologica dei suoli e delle falde acquifere. Inoltre sono da considerare i danni per ridotta impollinazione causati dalla distruzione delle colonie di api. I danni per alterazione degli equilibri degli ecosistemi naturali con impedimenti al normale accesso alle risorse alimentari da parte degli animali. Maggiormente colpiti sono gli organismi acquatici”

 

Quali ricadute sulla salute delle persone?

“Le conseguenze sulla salute umana, variano in dipendenza delle vie di contatto o assunzione dei pesticidi, e della loro diversa natura chimica. Non sono da trascurare i rischi per i lavoratori delle industrie di produzione e per gli agricoltori che li adoperano. Ma naturalmente c’è una maggiore percezione per i rischi del consumatore che, attraverso la dieta, può ingerire tali prodotti sia con l’acqua che con alimenti vegetali e animali. Inoltre i pesticidi vengono assorbiti anche attraverso le vie respiratorie e attraverso la pelle. Rigorosi studi epidemiologici hanno fornito la prova degli effetti sistemici e cancerogeni, per la specie umana, di alcuni pesticidi. Il consumatore medio può, quindi, essere esposto a rischi da pesticidi. Tali prodotti possono essere presenti in quasi tutti i cibi, non solo nella frutta e negli ortaggi, ma anche nella carne, nei latticini, nello zucchero, nel caffè, negli oli, nei cibi essiccati e in molti prodotti trasformati. Per fortuna l’EFSA autorità europea per la sicurezza alimentare istituita nel 2002, opera per preservare la sicurezza del cibi dando pareri e indicazioni. In Italia I Servizi di Igiene Alimenti e Nutrizione (SIAN) delle Aziende Sanitarie controllano il rispetto delle buone pratiche e dell’HACCP, dando ai consumatori una ulteriore garanzia di qualità dei prodotti”

 

Entriamo nel dettaglio: il Tetracip Zapi è uno dei più diffusi. Quali sono le sue componenti pericolose?

“Il Tetracip è una miscela di sostanze antiparassitarie e additivi utilizzato contro mosche e zanzare, anche se non selettivo solo per tali insetti. I componenti considerati più pericolosi sono cipermetrina e tetrametrina, due insetticidi piretroidi (sintetici simili alle piretrine naturali) che hanno effetti di interferenza con la funzionalità del sistema nervoso”

 

Che conseguenze ha sull'ambiente il suo utilizzo?

“A causa dell’utilizzo si diffondono nell’aria dove si degradano rapidamente (1-2 giorni) a causa della luce solare e di altri fenomeni naturali. Quando si depositano sul suolo vengono degradati da microorganismi contenuti nella terra e nell'acqua e, di norma, non passano nel sottosuolo raggiungendo le falde acquifere”

 

E sull'uomo?

“L'esposizione a livelli molto alti di queste sostanze possono causare vertigini, mal di testa, nausea, spasmi muscolari, debolezza, perdita di conoscenza e convulsioni. Non ci sono prove che piretrine e piretroidi possano colpire la capacità riproduttiva degli esseri umani ma alcuni studi hanno evidenziato una riduzione della fertilità sugli animali; non ci sono prove che possano causare il cancro in uomini o animali. Studi effettuati dall’International Agency for Research on Cancer (IARC) hanno concluso che la possibilità dei piretroidi studiati di causare cancro all’uomo non è classificabile. Non si sono osservai malformazioni e difetti alla nascita per le donne esposte. Gli effetti sulla salute dei bambini esposti ad alte dosi sono simili a quelli degli adulti, ovviamente a parità di dose i bambini sono più sensibili”

Che studi ci sono al riguardo?

“Nel 2005 il WHO ha pubblicato una monografia “Safety of Pyrethroids for Public Health Use” in cui si conclude che “Nonostante l'assenza di effetti sulla salute dimostrati o prevedibili, l'inutile esposizione ai piretroidi - come per tutte le sostanze chimiche - dovrebbe essere evitata: essi dovrebbero essere utilizzati solo quando vi è un bisogno effettivo, e i livelli di esposizione e i quantitativi utilizzati devono essere tenuti a un minimo che garantisca ancora l'effetto sulla salute pubblica desiderato”. Il gruppo di studio del CNR si sta occupando di tale problema così come L’ISS. Una sintesi degli studi disponibili al 2015 è presente sul quaderno 10/2015 dell’ISPRA “Impatto sugli ecosistemi e sugli esseri viventi delle sostanze sintetiche utilizzate nella profilassi antizanzara”. Inoltre sui siti per la diffusione della ricerca scientifica sono presenti numerosi studi, anche se non recentissimi. Ritengo che la ricerca su tali composti debba essere ulteriormente approfondita e completata per avere dati più certi”

 

 

Il suo ambito di studi e insegnamento, igiene generale e applicata, come si pone nei confronti dell'utilizzo di tali sostanze?

“La produzione e l’utilizzo di sostanze chimiche di sintesi devono essere fatti con molta attenzione, seguendo rigidamente le regole dettate da attenti studi per la previsione e la prevenzione del rischio ambientale e sanitario, e solo nei casi di vera necessità. I piretroidi, tra l’altro, di preferenza vengono usati in luoghi e spazi pubblici e privati dove sono, nella maggior parte dei casi, presenti elevati numeri di soggetti di tutte le età e in diversissime condizioni di salute. Pertanto, l’adozione di adeguate misure per la tutela dell’ambiente e della salute pubblica deve essere una regola di buon senso, ma anche di una precisa volontà, con la partecipazione delle parti sociali, di inserire i concetti di prevenzione e di precauzione nei processi decisionali che riguardano la gestione del territorio e della salute della popolazione”

 

Crede che davvero siano indispensabili questi insetticidi o si potrebbero adottare soluzioni naturali alternative?

“Esistono soluzioni per l’utilizzo migliore e più razionale di tali sostanze in momenti anticipati per evitare la dispersione e il contatto diretto con le persone. In molti casi con adeguate norme di prevenzione e con l’utilizzo di accorgimenti e sostanze naturali è possibile limitarne molto l’uso”.

crowfunding adas

clicca e scopri come sostenerci