Anche nel DNA le radici della depressione

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11/05/2018 - 07:52

Non si trovano solo nell'ambiente, ma nel DNA gli elementi che determinano il rischio della depressione. Sono state identificate infatti ben 44 varianti genetiche che ne aumentano le probabilità, 30 delle quali finora sconosciute. La scoperta, pubblicata sulla rivista Nature Genetics, si deve al gruppo di 200 ricercatori coordinato da Cathryn Lewis e Gerome Breen, del King's College di Londra.

Il risultato, basato sull'analisi del DNA di circa 500.000 individui (di cui 135.000 con depressione e 344.000 senza), rappresenta la più importante scoperta sulle basi genetiche di questo disturbo e può indicare nuovi bersagli per futuri farmaci. Precedenti studi fatti sui gemelli avevano infatti evidenziato che il 40% del rischio di depressione era il risultato di fattori genetici, ma servivano dati su più larga scala. Li hanno ora ottenuti i ricercatori del Consorzio di Genomica Psichiatrica, che hanno combinato le analisi genetiche di più di 135.000 persone depresse, un campione sufficientemente vasto per trovare legami tra il genoma e la malattia.

Oltre alle 44 varianti genetiche individuate, sono stati identificati 153 geni significativi e si è scoperto che 6 varianti sono comuni alla schizofrenia. Non solo: è stato anche osservato che il rischio di depressione è collegato ad un indice di massa corporea più alto, cioè ai chili di troppo, e a un minor livello di istruzione.

Molte delle varianti genetiche individuate sono già prese di mira dai farmaci in commercio, «ma questa scoperta può dare nuovi stimoli alla ricerca sulle terapie contro la depressione, aprendo la strada a nuovi e migliori trattamenti», commenta Breen. Anche se si è fatta luce sulle basi genetiche di questa malattia, aggiunge Lewis, «si tratta solo del primo passo. Servono ulteriori studi per capire come la genetica e i fattori di stress ambientali contribuiscano insieme ad aumentare il rischio di depressione».

(ANSA)

 

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