Anfiteatro di Pozzuoli: un patrimonio abbandonato

09/12/2015 - 09:56

POZZUOLI - "Negli anni ’80 qui all’Anfiteatro Flavio veniva l’Orchestra del San Carlo di Napoli a suonare. Nel 2015 nemmeno un incontro di preghiera. E’ così che si pensa di valorizzare il patrimonio archeologico?". Se lo chiede Ciro di Francia, da anni impegnato nelle battaglie civili tra le provincia di Napoli e Caserta. In particolare a Pozzuoli, dove vive e dove sorge quello che secondo alcuni storici è il secondo anfiteatro più importante d’Italia, dopo il Colosseo di Roma.
Eppure anche nei giorni ponte dell’immacolata i visitatori sono pochissimi."E’ una delle attrattive del nostro territorio, potrebbe creare posti di lavoro ed essere un volano all’economia. Invece non ci si accorge della ricchezza che giace sotto i nostri piedi", continua Di Francia.

Pozzuoli è inserito nell’elenco dei 47 comuni della Terra dei Fuochi. Che stanno cercando di reagire, a vari  livelli, agli scempi perpetrati per anni da camorra e malaffare. Ma oltre all’inquinamento generato dalle discariche abusive, c’è un’altra Terra dei fuochi che intende valorizzare le bellezze del territorio. Non sempre, però, con risultati sperati. Basterebbe poco, stando alle proteste di chi vorrebbe, tanto per cominciare, un anfiteatro "funzionante".

"Accanto all’azione di denuncia - ha spiegato Michele Buonomo, presidente di Legambiente Campania - riteniamo altrettanto importante portare avanti un’azione di valorizzazione e di difesa di un territorio che rappresenta un modello virtuoso per far conoscere i tanti prodotti di eccellenza della Terra Felix".

Oggi molte associazioni di Pozzuoli chiedono la riapertura dell’anfiteatro, costruito dall’imperatore Vespasiano, alle funzioni religiose, almeno per la messa domenicale. E, dato che la Soprintendenza finora non ha battuto ciglio, stanno protestando in vari modi. Anche chiedendo aiuto a San Gennaro. Si susseguono gli incontri di preghiera non dentro l’anfiteatro ma all'ingresso, appunto per tentare di sbloccare la situazione. Per i cittadini di Pozzuoli non è un solo un monumento archeologico. Esso ha un alto valore simbolico, in quanto nelle sue celle fu incarcerato e torturato proprio il patrono di Napoli San Gennaro, nel 305.

Tuttavia una risposta della Soprintendenza è arrivata, ma di fatto ha respinto le richieste dei cittadini. "Le funzioni religiose intralcerebbero il notevole flusso di turisti domenicali" si legge nelle motivazioni della Soprintendenza."Ma quale notevole flusso - ribattono i cittadini - i visitatori sono pochissimi".

"Per tutto il secolo scorso il sito è stato aperto alle celebrazioni religiose e alla preghiera. All’improvviso, ci sentiamo estromessi", ribatte Ciro di Francia. Oltre alla messa, però, da troppo tempo la gestione dell’anfiteatro non trova pace anche per altri motivi, legati al taglio dei fondi destinati ai beni archeologici.

Non più tardi di tre anni fa, un'improvvisa assenza del personale che avrebbe dovuto garantire la sicurezza ai visitatori, lasciò fuori dal sito una comitiva di 50 giovani tedeschi, in vista ai Campi Flegrei. Le aperture al pubblico dell'Anfiteatro puteolano furono poi ridotte a quattro giorni a settimana (lunedì, mercoledì, sabato e domenica) a causa della riduzione del personale. Ora vi lavorano solo cinque addetti alla supervisione dei visitatori, ma appena ne manca uno, la gestione della struttura va in tilt.

 

 

FOTO BARBARA CAFFI - CREMONA

 

 

 

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