Arriva in Italia la prima pillola per l'artrite reumatoide grave

Visualizzazioni:
4254
01/12/2017 - 15:30

Arriva in Italia la prima pillola per l'artrite reumatoide, finalmente disponibile per oltre 400mila pazienti. Il nuovo farmaco, baricitinib, blocca i meccanismi che innescano l'infiammazione alle articolazioni, diminuendo il danno e i sintomi della malattia.

Già approvato dal CdA dell'Agenzia Italiana del Farmaco, il medicinale sarà a breve rimborsato anche in Italia. La nuova molecola è facile da assumere perché in compresse orali e ha mostrato di funzionare bloccando la progressione del danno articolare, del dolore e della rigidità articolare.

«Poter disporre di un farmaco efficace sin dalle prime settimane di trattamento rappresenta un grande vantaggio, in quanto permette di controllare rapidamente le manifestazioni cliniche dell'artrite reumatoide. Baricitinib esercita la sua azione con un meccanismo innovativo: inibisce, infatti, gli enzimi Janus chinasi 1 e 2, molecole intracellulari che modulano i segnali delle citochine infiammatorie responsabili dello sviluppo e della progressione della malattia. A differenza dei farmaci biologici in uso da circa vent'anni diretti verso un singolo bersaglio extracellulare, inoltre, i nuovi farmaci come baricitinib attraversano la parete cellulare e possono bloccare contemporaneamente l'effetto di diverse proteine (citochine) pro-infiammatorie», spiega Fabrizio Conti, docente di Reumatologia all'Università La Sapienza di Roma.

La nuova molecola è indicata per i pazienti che non ottengono miglioramenti significativi, o risultano intolleranti, a uno o più farmaci biologici antireumatici, tra cui il methotrexate, sia in monoterapia che in combinazione.

Le stime, aggiunge Conti, «dicono che solo il 30% dei pazienti supera la malattia e un numero importante non raggiunge risultati soddisfacenti ed è destinato a vedere peggiorare progressivamente le condizioni sino alla disabilità. Baricitinib ha mostrato di migliorare segni e sintomi e si è mostrato efficace sul dolore, spesso invalidante, già dalla prima settimana. Se la malattia è riconosciuta e trattata adeguatamente, anche le forme moderate e gravi possono essere controllate».

«Disporre di una compressa ci facilita la gestione anche negli spostamenti, nei viaggi e sul lavoro, con un vantaggio in termini di qualità della vita», conclude Silvia Tonolo, presidente ANMAR, Associazione Nazionale Malati Reumatici.

(ANSA)

 

clicca e scopri come sostenerci

Aggiungi un commento