Emicrania, aumentano speranze di guarigione

Autore:
Redazione
23/09/2019 - 12:00

Disponibile negli ospedali italiani una nuova cura contro l'emicrania. La malattia colpisce di più le donne e in Italia le persone che ne soffrono in maniera cronica sono circa nove milioni, con ricadute pesanti sul lavoro dove fa registrare il 14% di assenze totali.

Ad annunciare questa vera e propria rivoluzione nelle cure è il responsabile del Centro di Riferimento Regionale Cefalee - Dipartimento di Medicina Clinica e Molecolare - Facoltà di Medicina e Psicologia dell'Università Sapienza presso l'Ospedale Sant'Andrea di Roma, Paolo Martelletti, che, in un'intervista all'ANSA, ha parlato di “guarigione” per chi soffre di emicrania.

«I pazienti con emicrania, che soffrono di crisi con dolore pulsante, nausea, vomito, della durata anche di due o tre giorni, e che devono stare obbligatoriamente al buio, a riposo, con disturbo agli odori, alla luce e al movimento, possono sperare oggi di guarire, e sottolineo - afferma Martelletti - guarire. Abbiamo disponibile sul territorio nazionale, nei nostri ospedali, una nuova classe farmacologica, la prima molecola utilizzabile delle quattro che saranno disponibili entro pochi mesi, che serve per curare e prevenire le crisi».

Si tratta di anticorpi monoclonali che agiscono contro una sostanza che determina le crisi dolorose dell'emicrania, il gene del recettore per la calcitonina (CGRP - Calcitonin Gene Related Peptide), e «che hanno mostrato nell'uso clinico quotidiano una evidente efficacia, unita ad un elevato profilo di sicurezza, con assenza di eventi collaterali significativi», spiega Martelletti.

La nuova terapia farmacologica è «estremamente leggera dal punto di vista dell'impatto sulla vita quotidiana del paziente» anche per la semplicità dell'applicazione con una fiala al mese somministrata sottocute sulla coscia. «Il farmaco esprime la sua attività riducendo la normale cronicità di ogni emicranico quindi nei prossimi anni con un suo uso diffuso e appropriato avremo sempre meno pazienti con emicrania cronica e un problema sociale così importante potrà essere più facilmente gestito», dice Martelletti riferendo che il farmaco «è disponibile negli ospedali abilitati e sotto la supervisione di esperti di settore può essere utilmente applicato a tutti gli emicranici che hanno avuto precedenti esperienze di non efficacia con altri farmaci nella prevenzione delle crisi».

(ANSA)

 

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