
Endometriosi: conoscenza e alimentazione per affrontarla

Dottor Gualerzi, qual è il cibo ideale per le donne con endometriosi?
"Puntare ad una alimentazione consapevole e corretta, eliminare il più possibile il latte e le proteine animali. Siamo stati senza sale per 60 milioni di anni; oggi nei paesi occidentali ne prendiamo circa 11 grammi al giorno, contro 1 grammo assunto da popolazioni indigene come i boscimani. Fare attività fisica potenziando quello che in termini tecnici viene chiamato "il core". Pensare sempre in modo positivo; ormai sappiamo anche da studi internazionali che le malattie infiammatorie hanno un addentellato molto importante con la mente".
Quindi consiglierebbe il Pilates?
"Abbiamo fatto praticare alle pazienti un misto di yoga, pilates ed altre attività aerobiche".
Che tipo di miglioramenti riscontrabili ci sono?
"Seguo molte ragazze con l'endometriosi per quanto riguarda il benessere, l'alimentazione e gli stili di vita. I miglioramenti sono riscontrabili nella riduzione del dolore e nella minore assunzione di farmaci, e questo è monitorabile. Il benessere percepito aumenta. Abbiamo condotto uno studio che stiamo per pubblicare. Ancora non sappiamo su quale pubblicazione scientifica. E' uno studio pilota, probabilmente uscirà su una rivista italiana di ginecologia, per quelle internazionali i numeri sono ancora troppo piccoli".
Anche se lei non è un ginecologo, cosa potrebbe consigliare per un corretto approccio alla gestione della malattia?
"Essendo l'endometriosi una malattia infiammatoria, ha subito pensato che il mio metodo potesse interessare le donne ammalate. Ancora non se ne conoscono le cause, tuttavia la corretta alimentazione, il movimento e la consapevolezza personale possono aiutare a ridurre i sintomi, e l'assunzione degli antinfiammatori. In alcuni casi si può anche aumentare la probabilità di avere figli, che è uno dei più grandi problemi delle donne con endometriosi".
Sembra quindi che anche in Italia si cominci a parlare diffusamente di endometriosi, come richiesto durante la giornata mondiale della patologia, celebrata il 19 marzo. Le ragazze più giovani, grazie ad una maggiore informazione, potranno evitare di soffrire inutilmente per anni, avendo più chances di vivere serenamente maternità e sessualità. Aver previsto l'endometriosi di III e IV stadio nei nuovi L.E.A. è un ulteriore passo avanti; un concreto e definitivo aiuto da parte del SSN potrebbe essere l''istituzione di centri di riferimento per l'endometriosi in ogni regione, o almeno un centro per ogni "macroregione" nord-centro-
A cura di Francesca Romana Golino
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