Il canto degli uccelli con meno sonorità ne segnala l'aumento del rischio di estinzione

Autore:
Redazione
09/11/2021 - 02:43

Il canto degli uccelli svolge un ruolo importante nella definizione della qualità delle esperienze naturali, ma il declino diffuso delle loro comunità ed i cambiamenti nella distribuzione delle specie in risposta ai cambiamenti climatici stanno modificando le proprietà acustiche dei paesaggi sonori naturali. Il risultato è una significativa diminuzione nei suoni emessi dalle popolazioni restanti, che si esibiscono in performance più quiete e meno varie.

Ad evidenziarlo è uno studio che, pubblicato sulla rivista Nature Communications, è stato condotto dagli scienziati dell’Università dell’East Anglia (UEA) di Norwich (Regno Unito) che hanno esaminato le registrazioni dei canti degli uccelli degli ultimi 25 anni per ricostruire i paesaggi sonori degli uccelli in Nord America ed Europa.

Il team, guidato dal dottor Simon Butler della Scuola di Scienze Biologiche della UEA, ha raccolto record annuali di specie di uccelli e dati ottenuti dal monitoraggio da parte degli amatori in una serie di progetti di citizen science. In totale sono stati considerati oltre 200.000 siti in ventidue paesi europei, in Canada e negli Stati Uniti. Gli autori hanno abbinato ogni specie di uccello alle sue vocalizzazioni ed hanno prodotto per ogni anno un paesaggio sonoro composito per ogni sito.

Stando ai risultati dell’indagine, si nota un calo nella complessità acustica degli ambienti a causa della riduzione della ricchezza e dell’abbondanza delle specie di uccelli. I vari paesaggi sembrano essere diventati più silenziosi e meno vari nelle performance degli animali.

Gli esperti evidenziano che saranno necessari ulteriori sforzi di conservazione per prevenire un ulteriore deterioramento dei paesaggi sonori naturali, il che potrebbe essere legato anche al benessere umano.

«I benefici del contatto con la natura sono notevoli, dal miglioramento della salute fisica e del benessere psicologico alla maggiore probabilità di partecipare a comportamenti pro-ambientali», sottolinea Simon Butler.

Le attività antropiche hanno causato una diminuzione rilevante delle popolazioni di uccelli e della biodiversità di moltissime specie. Una delle maggiori minacce proviene dall’agricoltura intensiva, particolarmente dannoso si è rivelato infatti l'uso degli insetticidi neonicotinoidi, che riducono il grasso e la massa corporea degli uccelli e interferiscono con i sistemi di navigazioni necessari alle migrazioni. La vita degli uccelli è resa più difficile anche dal taglio degli alberi praticato inopinatamente e dalla presenza di animali che provengono da altri territori; come non citare, infine, la loro uccisione illegale ad opera dei bracconieri, che ne eliminano tra 12 e 38 milioni ogni anno solo nella regione mediterranea.

Il cambiamento climatico è un nuovo attore che sta aggravando una situazione già difficile: per esempio, ha modificato i ritmi delle migrazioni e spostato gli areali

Sono a rischio, pertanto, i paesaggi sonori naturali che svolgono un ruolo chiave nella costruzione e nel mantenimento della nostra connessione con la natura ed il canto degli uccelli contribuisce significativamente al grado di rilassamento e coinvolgimento emotivo di queste situazioni.

«Sfortunatamente, stiamo vivendo una crisi ambientale globale e ora sappiamo che la diminuzione della connessione tra le persone e la natura potrebbe contribuire ad acuire il fenomeno. Man mano che diventiamo collettivamente meno consapevoli del nostro ambiente naturale, iniziamo anche a non notare più il suo deterioramento e/o a preoccuparcene meno. Studi come il nostro mirano ad aumentare la consapevolezza di questa perdita in modo tangibile e riconoscibile e a dimostrare il suo potenziale impatto sul benessere umano», aggiunge in conclusione la dottoressa Catriona Morrison della Scuola di Scienze Biologiche dell’Università dell'East Anglia.

(Fonte: AGI/UEA)

 

Foto di copertina: Pixabay

 

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