PD-Watch: l'orologio che aiuta i malati di Parkinson

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22/11/2017 - 15:00

Si chiama PD-Watch (Parkinson's Disease Watch) l'innovativo dispositivo indossabile che, configurato come un orologio, è in grado di misurare i sintomi motori di chi soffre di Parkinson durante tutto l'arco della giornata, ottenendo così un monitoraggio continuo della malattia e risultando anche un valido aiuto sia nella diagnosi della stessa in soggetti a rischio che nel quantificare gli effetti di una terapia già in atto.

Questo orologio può essere indossato per 24 ore al giorno e in nessun modo altera la quotidianità del malato di Parkinson. Il PD-Watch ha una componente hardware, che rileva i movimenti del paziente, ed una componente software, che, invece, esegue un algoritmo che permette di distinguere i movimenti volontari da quelli ricollegabili ai sintomi motori.

La mole di dati raccolti dal dispositivo consente di personalizzare la terapia e di verificarne i progressi in atto, aiutando a migliorare la qualità della vita del paziente ma anche di coloro che lo assistono.

«Con PD-Watch i pazienti sono entusiasti e finalmente sanno che c'è qualcuno che valuterà le loro condizioni cliniche anche quando non sono nel contesto dell'ambulatorio o davanti al medico. Ciò perché l'osservazione di noi clinici è limitata nel tempo, mentre la registrazione di 24-48 ore consente di avere un quadro molto più preciso anche al medico in modo da adeguare le terapie farmacologiche per aiutare il paziente a ridurre i sintomi motori che possono essere molto invalidanti», spiega la dottoressa Antonietta Romaniello, U.O.C. Neurologia, Azienda Ospedaliera Regionale San Carlo Potenza.

Il PD-Watch non è ancora in commercio, ma è stato già testato su alcuni pazienti e, come dichiarato dal suo inventore, l'ingegnere medico Luigi Battista, a repubblica.it, si sta lavorando per arrivare ad ottenere «un dispositivo in grado di poter essere utilizzato dai pazienti e dai neurologi consentendo di aiutare a migliorare la gestione delle problematiche con cui medici, pazienti e parenti si scontrano ogni giorno. Abbiamo testato il nostro metodo con vari pazienti nell'ambito di uno studio clinico approvato da un comitato etico. I risultati che abbiamo ottenuto sinora sono molto positivi e incoraggianti. Stiamo lavorando sia per raggiungere un numero più ampio di centri e pazienti, sia per introdurre sempre più funzioni sul dispositivo, oltre a migliorare quelle esistenti».

 

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