Pelle da coccolare in inverno, no alle docce troppo calde e lunghe

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24/12/2018 - 08:04

La pelle va coccolata e protetta in inverno: con alcuni piccoli accorgimenti la si può salvaguardare dai danni prodotti dal freddo, mantenendola morbida ed elastica.

Ad esempio, evitando le docce troppo calde e che durano troppo a lungo, che tanto sembrano farci sentire bene ma che in realtà danneggiano la barriera della pelle, utilizzando dopo essersi lavati la crema sulla pelle ancora umida per favorire l'idratazione e, poi, indossando i guanti, che tengono le dita al caldo e le proteggono. I consigli arrivano da Rajani Katta, professoressa di dermatologia all'University of Texas Health Science Center di Houston e dalla sua collega, la dottoressa Megan Rogge.

«Molti di noi amano soffermarsi un po' più a lungo in docce calde fumanti, in particolare quando fuori fa freddo. Fa sentire bene, soprattutto quando la pelle è pruriginosa, ma questo può effettivamente danneggiare la barriera cutanea, e anche esacerbare il problema della pelle secca e pruriginosa. Ecco perché è consigliabile limitare le docce a dieci minuti e utilizzare acqua tiepida anziché calda», evidenzia la dottoressa Rogge.

Attenzione, poi, anche ai prodotti scelti. Una crema è meglio di una lozione per idratare. «Le lozioni sono le meno idratanti, perché hanno una quantità di acqua elevata. Le creme sono la scelta migliore per chi ha la pelle secca», spiega infatti la professoressa Katta.

Occhio anche all'uso della protezione solare. «Anche quando la temperatura cala, i raggi del sole possono ancora emettere potenti radiazioni ultraviolette. Se si è vicino a neve o acqua, questi raggi possono essere ancora più potenti a causa delle superfici riflettenti, il che rende la protezione di primaria importanza», aggiunge Megan Rogge.

Infine, a casa meglio usare un umidificatore. «La pelle secca in inverno peggiora quando si accendono i caloriferi in casa: il calore inizia ad asciugare l'aria, che a propria volta inizia ad asciugare la pelle», conclude la dottoressa Rogge.

(ANSA)

 

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