Scioglimento banchisa frena riscaldamento globale

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26/08/2017 - 10:46

La banchisa che si scioglie in estate attorno ai due poli fa da freno al riscaldamento globale, rilasciando nell'atmosfera particelle che deflettono la luce solare. Una ricerca australiana suggerisce che i modelli correnti sul clima hanno sottostimato l'azione di un "termostato" naturale che aiuta ad alleviare gli aumenti di temperatura: immense quantità di composti riflettenti, emessi da microbi marini detti aerosol contenuti nelle alghe che vivono nel ghiaccio.

Nello studio pubblicato dall'American Meteorological Society, il biologo marino Albert Gabric della Griffith University di Brisbane suggerisce che, con il crescente scioglimento dei ghiacci nel corso delle prossime estati, si moltiplicherà l'emissione di aerosol. Anche se è impossibile prevedere - precisa - se questo rallenterà il tasso di scioglimento delle calotte polari.

È noto da tempo che gli aerosol aiutano a mitigare il riscaldamento respingendo i raggi solari nello spazio e alterando le nuvole rendendole più riflettenti. Fino a metà del riscaldamento potenziale causato dai gas serra può essere neutralizzato da questo processo, sostiene Gabric. Le alghe note come fitoplancton contribuiscono fortemente al fenomeno, e fioriture massicce si stanno diffondendo in misura crescente con il riscaldamento delle acque polari.

Lo studio ha analizzato dati satellitari per individuare le concentrazioni di aerosol atmosferico. E per la prima volta ha identificato il ghiaccio marino come "una fonte molto ricca" delle particelle che viaggiano nell'atmosfera. «Questo avviene ogni anno quando si scioglie il ghiaccio marino. La differenza nei decenni recenti è che il ghiaccio si scioglie molto più presto. Pensiamo che entro dieci anni non vi sarà più ghiaccio nell'Artide durante l'estate».

Tale processo, sottolinea Gabric, «non è stato assolutamente considerato nei modelli di riscaldamento globale dell'Intergovernmental Panel on Climate Change. Questa è una nuova area di ricerca, principalmente perché è impossibile da misurare adeguatamene».

(ANSA)

 

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