Un pianeta INsostenibile: tra macelli, sprechi e sfruttamenti

Autore:
Jose Marano
18/02/2016 - 09:32

 

Ogni anno vengono macellati in tutto il mondo oltre 50 miliardi di animali. Ogni anno gli allevamenti intensivi degli animali, contribuiscono in maniera molto determinante ad aumentare il grave problema dell’inquinamento ambientale. Secondo la FAO, infatti, il settore dell’allevamento è uno dei principali fattori di impatto ambientale globale.

Stando sempre ai dati FAO l’allevamento degli animali produce il 18% delle emissioni totali di gas serra. Una percentuale altissima se si considera che l’incidenza dell’inquinamento dei trasporti è del 13%. Per non parlare dello spreco dell’acqua: occorrono circa 15.000 litri di acqua per ottenere un chilo di carne. Un paradosso, se si pensa che ci sono Paesi nel mondo dove la gente lotta per avere un sorso d’acqua. E non solo: 470 milioni di ettari della terra sono destinati alla produzione dei mangimi, oltre 3 miliardi di ettari agli allevamenti. La zootecnica è considerata un fattore negativo-decisivo per: inquinamento delle acque, deforestazione, emissioni gas serra, spreco di risorse alimentari e idriche, degradazione del suolo.


Un problema quindi di insostenibilità ambientale. Una produzione di carne esagerata, come se fosse l’alimento indispensabile per la sopravvivenza, ma non è così. L’esagerato utilizzo di carne, infatti, soprattutto nei paesi occidentali è causa di tumori, malattie cardiovascolari, obesità. E non è solo la carne in se come alimento a non essere così necessario nel consumo quotidiano, ma è tutto quello che c’è dentro queste carni: antibiotici, ormoni, farmaci, che chiaramente vengono assimilati anche dall’organismo di chi li mangia. Un problema legato quindi alla salute ma un problema di insostenibilità ambientale anche in termini di consumi, di spreco a livello economico.

Uno dei maggiori problemi che si presentano nel processo produttivo consiste nell’alto consumo di acqua ed energia richiesto da questa modalità di allevamento e dalla successiva fase di trasformazione della carne. Anche l’imballaggio, il trasporto e la distribuzione della carne fino ai punti vendita necessitano di un quantitativo di energia notevole, il quale si traduce in emissioni e rifiuti. Le ricadute a valle del processo produttivo sono quindi deleterie per la popolazione mondiale e colpiscono in eguale misura i territori nei quali si trovano gli stabilimentie quelli in cui i prodotti finiti vengono consumati. Fino a quando resisterà il pianeta!?

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