Apnee notturne per 6 milioni italiani, danno per la salute e sul lavoro

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09/03/2018 - 07:33

La sindrome della Apnea Ostruttiva del Sonno (OSA – Obstructive Sleep Apnea) è una patologia ampiamente sottovalutata e molto diffusa, una vera e propria epidemia che riguarda un numero di persone simile a quello dei colpiti da diabete, caratterizzata da russamento e frequenti apnee durante il sonno che causano riduzione dei valori di ossigeno nel sangue con problemi cardio-respiratori e alterazione del sonno notturno con conseguente eccessiva sonnolenza.

Ma l'OSA non è solo causa di eccessiva sonnolenza: è infatti spesso associata alle principali patologie croniche (obesità, sindrome metabolica e diabete, infarto, ictus ed insufficienza respiratoria) che attualmente rappresentano le principali cause di morte nelle società contemporanee.

Secondo il rapporto OMS, circa diciassette milioni di persone muoiono prematuramente ogni anno proprio a causa di una epidemia globale di malattie croniche e il numero continua a crescere. Questa patologia colpisce soprattutto la popolazione maschile tra i quaranta e i settant’anni con una prevalenza variabile dal 15% al 50% della popolazione. Quindi in Italia ci si attende che circa sei milioni di maschi in età lavorativa siano affetti da OSA.

Questo fatto viene ampiamente confermato in un recentissimo studio durato due anni (2016-2017), sulla più ampia popolazione italiana mai studiata per questa patologia (11.000 autotrasportatori italiani maschi), scaturito da una collaborazione fra due enti istituzionali, COMITATO MIT- Ministero delle Infrastrutture e Trasporti e DINOGMI - Dipartimento di Neuroscienze, Riabilitazione, Oftalmologia, Genetica e Scienze Materno-Infantili dell'Università degli Studi di Genova.

I dati ottenuti sono stati in parte comunicati a dicembre 2017 presso il MIT; e verranno ripresi in esame e aggiornati in anteprima a Roma il 10 marzo durante i lavori della Convention Italia Sonno 2018. Un anticipo: il 55% degli autotrasportatori italiani è a rischio di OSA. Altri dati hanno indicato che i soggetti con sospetta OSA presentano un rischio sette volte superiore di avere scarse performance lavorative soprattutto se associati all'eccessiva sonnolenza. Quest'ultimo sintomo esponeva gli autotrasportatori con probabile OSA ad un rischio doppio di incorrere in incidenti.

Da questi elementi, e come anche emerso da una recente indagine condotta negli Stati Uniti dall'American Academy of Sleep Medicine, è facilmente intuibile come un soggetto affetto da OSA e adeguatamente trattato costi alla società circa 70% in meno (2.000 dollari) rispetto un soggetto OSA non trattato (6.000 dollari). I costi da mancata prevenzione, diagnosi e terapia dell'OSA sono determinati dalla perdita di produttività (58%), incidenti stradali (17%), infortuni sul lavoro (4%) e non ultimo scarsa qualità della vita, benessere e comorbidità (20%).

«Se in Italia i cinque-sei milioni di potenziali pazienti OSA venissero adeguatamente trattati, permetterebbero un risparmio annuo di oltre quindici miliardi di euro, quasi l'equivalente dell'ultima manovra finanziaria!», dichiara Sergio Gambarino, neurologo e responsabile scientifico, insieme alla dottoressa Loreta Di Michele, del congresso romano.

(ANSA)

 

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