California prima al mondo a vietare produzione e vendita pellicce

17/10/2019 - 12:00

Dall’1 gennaio 2023 in California non sarà più possibile fabbricare, vendere e acquistare capi di abbigliamento, borse e scarpe in pelliccia.

Una apposita legge (AB44 “Fur products: prohibition”) firmata dal governatore Gavin Newsom fa della California il primo stato USA a mettere al bando i prodotti in pelliccia. I trasgressori dovranno pagare una multa di 500 dollari per ogni singolo articolo commercializzato o prodotto, più una seconda sanzione di 750 dollari per singolo articolo in caso di reiterazione del reato entro l’anno, e una ulteriore sanzione di 1.000 dollari in caso di recidiva.

Il provvedimento vieta anche l'utilizzo di animali al circo, ad eccezione di cani, gatti e cavalli mentre i rodeo saranno ancora autorizzati. Il divieto, ha precisato il quotidiano San Francisco Chronicle, non riguarda per ora pellami di bovino, capra, pecora e cervo, né gli animali imbalsamati.

«La California è leader nella protezione degli animali e oggi questa leadership include il divieto della vendita di pellicce», ha dichiarato Newsom.

Plauso da ambientalisti e animalisti soddisfatti dal fatto che «i cittadini della California non contribuiranno più ad alimentare la domanda globale di pellicce», ha commentato The Humane Society of the United States.

L’iniziativa presa in California non è comunque un caso isolato. Lo scorso maggio Prada, seguendo l’esempio di Gucci, Versace, John Galliano, Stella McCartney e molti altri, aveva annunciato di voler rinunciare alle pellicce a partire dalla collezione primavera-estate 2020. Già dal prossimo febbraio, inoltre, la catena britannica di grandi magazzini Selfridges non venderà più capi e oggetti realizzati con pelli di animali esotici.

Come segnala la PETA (People for the Ethical Treatment of Animals) sono tanti i paesi che hanno approvato il divieto di allevamento di animali da pelliccia (dalla Serbia alla Norvegia, dalla Slovenia al Giappone), il divieto di importazione e vendita - l'India (che vieta la pelliccia di foca) e la Nuova Zelanda (divieto sui visoni) - e sono numerose le nazioni dove ad oggi sono vietati solo gli allevamenti o le importazioni di alcuni tipi di pelliccia.

In Italia, invece, siamo ancora lontani dall’avere una regolamentazione fur-free, ma, secondo i dati forniti dalla Associazione Italiana Pellicceria, tutti i canali distributivi (negozi moda mono e multibrand, grande distribuzione e pelliccerie) segnano un trend negativo con fatturato del consumo retail (vendite al dettaglio) pari a -50% nel 2018 (800 milioni di euro) rispetto al 2006 (1,6 miliardi di euro).

 

Potete leggere anche i seguenti articoli

www.ilpapaverorossoweb.it/article/new-york-indossi-una-pelliccia-non-puoi-entrare-al-ristorante

www.ilpapaverorossoweb.it/article/prada-lancia-nylon-rigenerato-dopo-addio-pellicce-moda-transizione-verso-la-sostenibilità

 

crowfunding adas

clicca e scopri come sostenerci