Cambiamenti climatici, il Senato boccia l'emergenza

06/06/2019 - 17:18

Bocciata al Senato la richiesta di dichiararel'emergenza climaticaper l'Italia, contenuta in tre mozioni presentate da FI, PD e LeU, che avevano avuto il parere contrario del Governo. Invece, semaforo verde (con 145 sì, 76 no e 40 astenuti) per la mozione della maggioranza, a firma M5S, che di emergenza non parla. Un'emergenza su cui da mesi centinaia di migliaia di giovani, ispirati dalla sedicenne attivista svedese Greta Thunberg (ospite due mesi fa al Senato per un convegno sul clima), si stanno mobilitando nel mondo.

Tra l’altro una beffa che si è consumata proprio ieri mentre si celebrava la Giornata Mondiale dell'Ambiente che quest’anno è stata dedicata all'inquinamento dell'aria. Viene così messo da parte il dibattito sulla necessità di intraprendere al più presto misure incisive per contrastare il riscaldamento globale, su cui gli scienziati hanno dato una dozzina d'anni di tempo per intervenire riducendo gas serra e dicendo addio al carbone per consumi energetici.

Intanto, una rete di associazioni e comitati ambientalisti si prepara a fare causa contro lo Stato italiano ritenendolocolpevole di inazionedi fronte agli effetti irreversibili dei cambiamenti climatici. È stata lanciata anche una campagna sul web, “Giudizio Universale - Invertiamo il processo”, in vista del deposito in autunno degli atti.

La mozione della maggioranza impegna l'Esecutivo «a ricorrere all'eco-design; a favorire l'autoproduzione distribuita di energia da fonti rinnovabili; a promuovere campagne di sensibilizzazione/informazione rivolte ai cittadini in sinergia con gli enti locali, anche mediante l'introduzione dell'educazione ambientale nelle scuole». Una mozione che prevede «politiche serie e concrete finalizzate alla decarbonizzazione dell'economia», assicura Vilma Moronese (M5S), presidente della Commissione Ambiente del Senato.

Ma dall'opposizione, la senatrice di LeU Loredana De Petris, presidente del Gruppo Misto, definisce la mozione della maggioranzaannacquatadi fronte alla «principale emergenza per l'Italia e per l'intero pianeta», mentre per Andrea Ferrazzi, capogruppo PD in Commissione Ambiente al Senato e primo firmatario della mozione Dem, «ancora una volta il M5S, a salvaguardia delle poltrone parlamentari, si è inginocchiato ai voleri della Lega, contraria agli accordi di Parigi sul clima».

Comune denominatore delle quattro mozioni era l'allarme sugli effetti irreversibili dei mutamenti climatici, ma quella del PD chiedeva al Governo di dichiarare lo stato di emergenza ambientale; quella di FI chiedeva interventi urgenti per non incorrere in procedure di infrazione da parte della UE, garantendo nel contempo un'autonomia finanziaria degli enti locali per investimenti nel settore; quella di LeU chiedeva di rivedere le imposte sull'energia e sull'uso delle risorse ambientali nella direzione della sostenibilità.

(ANSA)

 

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