Fibre integrali proteggono dal diabete, svelato il meccanismo

27/05/2019 - 12:00

I cereali integrali proteggono dal diabete poiché riducono i livelli di serotonina, ovvero il cosiddetto “ormone del buon umore”, prodotto in gran parte dall'intestino. A far luce sul meccanismo che sta dietro l'effetto protettivo dei cereali integrali è una ricerca pubblicata sull'American Journal of Clinical Nutrition.

La serotonina è un neurotrasmettitore che, a livello intestinale, regola la digestione, mentre a livello del sistema nervoso centrale può regolare l'umore, il sonno e l'appetito. I ricercatori della International Agency for Research on Cancer (IARC) di Lione e dell'Università della Finlandia Orientale hanno chiesto ai partecipanti allo studio di consumare, per 4 settimane, dalle 6 alle 10 fette di pane bianco al giorno. Nelle successive 4 settimane è stato chiesto loro di mangiare la stessa quantità di pane integrale a base di segale. Al termine dei due periodi di studio è stato prelevato ai volontari un campione di sangue, dalla cui analisi è emerso che, rispetto al pane bianco, il consumo di pane integrale di segale aveva prodotto una significativa riduzione nel sangue delle concentrazioni di serotonina.

I ricercatori hanno ipotizzato che le fibre fossero responsabili di questo meccanismo e hanno quindi verificato, sui topi, che aggiungere crusca di segale o frumento alla dieta riduce i livelli di serotonina presenti nel colon degli animali, rispetto alla dieta che non ne contiene.

«Abbiamo già evidenze che indicano come alti livelli di serotonina siano associano a livelli di glicemia più alti, una maggiore resistenza all'insulina e obesità», commenta Rosalba Giacco, esperta della Società Italiana di Diabetologia (SID) e ricercatore presso l'Istituto di Scienze dell'Alimentazione del CNR di Avellino. Questo studio, aggiunge, «mostra che le fibre contenute nei cereali integrali possono inibire la produzione di serotonina dall'intestino, probabilmente attraverso una modifica della composizione della flora batterica intestinale, un incremento della loro fermentazione e la produzione di acidi grassi».

(ANSA)

 

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