Fisioterapia, plantari e ginnastica aiutano contro l'artrite

19/06/2019 - 08:04

Plantari e scarpe adatte, fisioterapia e la giusta ginnastica: “una riabilitazione su misuramigliora i sintomi invalidanti provocati dalle malattie reumatiche. Ma spesso, anche tra gli stessi medici, molti ne sottovalutano l'importanza. A spiegare come un lavoro di squadra riesca a migliorare la vita dei pazienti con malattie come l'artrite reumatoide, è Giovanni Arioli, esperto della Società Italiana di Reumatologia (SIR).

Le malattie reumatiche provocano dolori, che possono diventare molto forti, ad articolazioni e ossa, come quelle di ginocchio, anca, mano, piede, spalla, braccio. Per questo, chi ne soffre ha difficoltà anche a svolgere semplici attività quotidiane, come aprire una caffettiera, versarsi da bere, farsi una doccia. Ma tutto ciò non è inevitabile.

«Il primo modo - spiega Arioli - è intervenire per tempo con i farmaci giusti. Accanto a questo, però, è fondamentale che il paziente svolga anche una riabilitazione specifica e a 360 gradi. In questo modo, intervenendo presto e con protocolli mirati è possibile ridurre molto la disabilità e recuperare movimenti che si pensavano persi». Quando, invece, arriva dal medico con una malattia in fase avanzata, spesso diventa necessario ricorrere alla chirurgia ortopedica.

In cosa consiste la riabilitazione? «Innanzitutto - aggiunge Arioli - in una serie di esercizi di rieducazione funzionale, che il paziente può svolgere da solo, dopo esser stato educato dal fisioterapista, e che mirano a dare autonomia nell'effettuare attività quotidiane: ad esempio, per chi ha compromesse le articolazioni delle mani, esercitare la contrapposizione delle dita e la mobilizzazione del polso».

A livello di arti inferiori, un problema frequente è il piede reumatico che può provocare deformità. «Esistono però plantari su misura e scarpe adatte che permettono di ridurre il dolore migliorando la possibilità di camminare». Nei casi in cui vi è un dolore importante, può essere inoltre utile la fisioterapia con l'utilizzo di dispositivi come ultrasuoni, Tecar terapia e Stimolazione Elettrica Nervosa Transcutanea (TENS). «Per tutti, infine, è consigliata la ginnastica in acqua, ovvero senza carico funzionale, per non creare sollecitazioni sullo scheletro».

«Al paziente va fatto capire fin dall'inizio cosa si può fare, con quali limiti e in che modo. E, soprattutto, deve essere seguito da un'équipe multidisciplinare di specialisti: reumatologo, fisiatra, fisioterapista e, quando serve, anche l'ortopedico. Ma in Italia spesso manca lo stretto rapporto tra queste figure», conclude Arioli.

(ANSA)

 

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