Il turismo sostenibile: una scelta etica

22/03/2017 - 14:30

Si può viaggiare e soggiornare a scopo ricreativo senza provocare un'alterazione dell'ambiente che visiteremo? Sì, se ci affidiamo alle pratiche del turismo sostenibile. Una scelta responsabile che fugge da ogni forma di prevaricazione contro la natura, la costa e il territorio. Una scelta sempre più imprescindibile nell'era del turismo di massa.

Secondo l'Organizzazione Mondiale del Turismo (WTO), il turismo sostenibile può essere definito come quel turismo che soddisfa i bisogni dei viaggiatori e delle regioni ospitanti e allo stesso tempo protegge e migliora le opportunità per il futuro. Da questa definizione, a tratti semplicistica, si scorge una triplice esigenza che si articola in un unico obiettivo: il soddisfacimento dei bisogni dei viaggiatori, del territorio e delle nuove generazioni.

Sostenibile è tutto ciò che prevede una forma di sviluppo economico compatibile con la tutela ambientale e con la fruizione dei beni per le nuove generazioni. La sostenibilità se applicata al turismo va oltre le semplice compatibilità. Un turista, oltre a viaggiare, decide di soggiornare presso una località, ed è a monte che il viaggiatore deve decidere come interpretare il ruolo di turista. Attraverso una scelta etica che si concili bene con le esigenze del territorio ospitante e verso pratiche che permettono di non alterare l'equilibrio dell'ambiente circostante.

Nel turismo sostenibile è necessario innanzitutto avere rispetto per l'ambiente e il territorio; sviluppare un'impostazione etica e virtuosa; applicare una certa empatia con la popolazione locale ospitante e verso le sue tradizioni e la sua cultura; prediligere le strutture ricettive che usano personale non sottopagato e favorire l'economia delle aziende locali per fornire un apporto positivo alla loro crescita aziendale.

La scelta del viaggiatore si deve indirizzare, dunque, verso un turismo che presenta strutture e servizi che siano in grado di preservare l'ambiente, il panorama, il mare e la montagna. La struttura di comodo, che tra l'altro crea un fortissimo impatto paesaggistico, e che permette di avere un alloggio a pochi metri dal mare lede i principi di una buona pratica del turismo sostenibile, pertanto, è necessario individuare delle strutture ricettive che permettano di usufruire di servizi navetta oppure decidere di spostarsi in piena autonomia con la bicicletta, con il vantaggio di godersi, quando capita, un itinerario più salubre.

Il turismo concepito in questa maniera consente anche di puntare a una spesa più intelligente e di risparmiare in maniera non indifferente. La ricerca di case in affitto più distanti dalla spiaggia, in alternativa ai costosi alberghi o residence situati a ridosso del mare, consente decisamente di ottenere un risparmio importante sul proprio portafogli. In particolare, gli affitti legati al reparto dell'accoglienza in agriturismo o in aree dedite al campeggio privi di pesante strutture in cemento, sicuramente sposano in pieno i principi del turismo sostenibile, differentemente da alcuni impianti, come nel caso dei villaggi turistici, alberghi, lussuosi residence, i cui proprietari di queste strutture non prestano particolare attenzione al tema dell'eco-sostenibilità. Spesso gli interessi commerciali e il turismo di quantità sono in grado di provocare un impatto negativo sull'ambiente. 

Non a caso, da qualche decennio, le aree rurali sono state convertite in aree produttive turistiche perdendo quella loro vocazione tradizionale. L'ambito rurale si sta indirizzando verso il consolidamento dell'agriturismo e la valorizzazione dei prodotti locali offrendo una vasta gamma di temi specifici, come il trekking, il birdwatching, l'ippoturismo, la proliferazione di strutture ricettive in grado di fare conoscere i prodotti locali.

Questo tipo di turismo in Italia, tuttavia, deve confrontarsi talvolta con la burocrazia che rallenta i buoni propositi di colore che vogliono puntare sull'accoglienza e sull'avvio di pratiche di sostenibilità nel proprio territorio. Le mete che stanno puntando al turismo sostenibile intendono ridurre sensibilmente l'impiego di politiche anti-spreco: il riciclo, il risparmio energetico, l'impiego di materiali ecocompatibili. Ad esempio, l'Italia presenta le Dolomiti come modello virtuoso, oltre come bene UNESCO, l'area delle Dolomiti pratica un turismo intelligente. Per preservare l'ecosistema delle Dolomiti, si è provveduto ad avviare un modello che prenda in considerazione i valori del bene e la possibilità di conservarli. In molte località, da tempo si è avviata una strategia per la dotazione di mezzi elettrici o a metano, o come nel caso della ristorazione un strategia basata sui menù a km zero. Inoltre, per limitare la calca dei turisti che potrebbe compromettere l'equilibrio di un determinato ecosistema, è necessario integrare alcune attenzioni particolari verso la delicatezza dei luoghi, gli equilibri e le esigenze degli abitanti.

Il sesto rapporto intitolato “Italiani, turismo sostenibile ed ecoturismo” ci dice come gli italiani che praticano questo tipo di turismo sono almeno il 16%. Tra le scelte per una buona pratica spiccano un menù bio, i sistemi antispreco, la dotazione di pannelli fotovoltaici sui tetti. Ancora una volta si preferisce affiancare alla propria vacanza l'idea di non recare danno al territorio ospitante, con la scelta di usufruire dei sistemi antispreco indirizzati verso la parsimonia e la tutela dei luoghi.

Su territorio nazionale non mancano gli esempi. Già A.D.A.S. Onlus ha avuto modo di presentare i vantaggi delle riserve naturalistiche per la tutela e la gestione degli ambienti naturali e degli agro-sistemi, da tempo, pertanto, si punta in Italia sugli itinerari agresti. La Via Francigena, ad esempio, presenta una dimensione oltre che spirituale anche etica dei cammini. In Toscana, nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi la metà prediletta è la cascata dell'Acquacheta, che prende il nome dal fiume omonimo che nasce sull'Appenino toscano. In Sardegna, invece, per coloro che amano fare escursioni, esiste la gola di Gorropu.

Rimane, infine, l'esigenza di evidenziare l'importanza di fare un viaggio attraverso la giusta consapevolezza, concentrandosi particolarmente sulla conservazione della natura e dell'ambiente. Visitare i luoghi ad alto valore naturalistico-paesaggistico; non attrezzarsi di troppi bagagli e camminare leggeri; confrontarsi e rispettare la popolazione locale; spostarsi con mezzi non inquinanti; prediligere i cibi locali e incentivare l'economia locale; non acquistare le piante o le specie in via d'estinzione; non danneggiare l'ambiente circostante e non disturbare gli animali. Il turismo sostenibile è un turismo che si armonizza con il senso profondo dell'ambiente.

 

 

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