Irregolare un terzo delle sostanze chimiche in commercio

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07/11/2018 - 13:26

Un terzo (32%) delle 1.814 sostanze chimiche prodotte in grandi quantità, commercializzate in Europa dal 2010, non sarebbe conforme alle norme UE volte a proteggere il pubblico e l'ambiente da esposizioni nocive.

Le industrie produttrici, è la denuncia dello European Environmental Bureau (EEB), non hanno fornito dati a norma di regolamento sull'impatto ambientale e sulla salute. L'EEB basa la sua tesi su uno studio triennale del German Federal Institute for Risk Assessment (BfR) e della German Environment Agency (UBA).

Dallo studio emerge che solo nel 31% i dati forniti dall'industria sono conformi, mentre il resto ha bisogno di ulteriori indagini. «Le aziende - accusa l'EEB - stanno infrangendo le normative europee non comunicando all'Agenzia Europea delle Sostanze Chimiche (European Chemicals Agency, ECHA) se tali sostanze sono cancerogene, neurotossiche e mutagene».

In Europa l'immissione sul mercato di agenti chimici segue le disposizioni del regolamento in materia di registrazione, valutazione, autorizzazione e restrizione delle sostanze chimiche (Registration, Evaluation, Authorisation and restriction of CHemicals, REACH).

Il REACH, entrato in vigore nel 2007, obbliga le industrie che fanno domanda per la commercializzazione delle sostanze a fornire dati sulla loro sicurezza. Secondo il principio “No data, no market”, i produttori e gli importatori sono tenuti a raccogliere informazioni sulle proprietà delle sostanze chimiche e a registrare le informazioni in una banca dati centrale presso l'ECHA a Helsinki.

L'Agenzia gestisce i database necessari per il funzionamento del sistema, coordina la valutazione approfondita delle sostanze chimiche sospette e sta creando un database pubblico in cui consumatori e professionisti possono trovare informazioni sui rischi delle varie sostanze.

(ANSA)

 

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