
In Italia buttiamo cibo per circa 15,5 miliardi di euro l'anno

In Italia ogni anno lo spreco alimentare è di oltre 15,5 miliardi di euro, pari allo 0,94% del PIL (2016), di cui 12 miliardi sono dovuti a quello domestico, mentre 3,5 miliardi alla filiera alimentare (campi, produzione industriale, distribuzione): per questo «è necessario prevenire poiché non tutto lo spreco si può recuperare, in particolare quello domestico».
È la fotografia scattata da Last Minute Market e dall'Università di Bologna sulla filiera dello spreco alimentare in Italia a un anno dall'entrata in vigore della "Legge Gadda", per la limitazione degli sprechi, l'uso consapevole delle risorse e la sostenibilità ambientale, presentata presso la sede UniCredit di Roma.
Lo spreco alimentare è ingiustificabile perdita di cibo ancora buono per essere consumato. Doveroso da parte delle aziende e dei consumatori intervenire nella catena di produzione e consumo del cibo pèr arginarlo. Fondamentale l'impegno per aumentare la consapevolezza sull’impatto ambientale, economico e sociale dei cibi che vengono mangiati e che vengono sprecati.
«Lo spreco alimentare è un tema su cui bisogna sensibilizzare i giovani, dai bimbi ai millennials, perché saranno loro a guidare il mondo. L'impegno attuato finora sta dando i suoi frutti: l'alimentazione è strettamente correlata ai processi produttivi sostenibili per il 66% degli italiani, il 96% dei cittadini insegna ai figli a non sprecare (Waste Watcher)», specifica Andrea Segrè, direttore scientifico Spreco Zero.
A fronte di uno spreco domestico percepito di 8 miliardi di euro, il dato reale (12 mld) è stato individuato attraverso i test "Diari di Famiglia" eseguiti dal Ministero dell'Ambiente con il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari dell'Università di Bologna e SWG. Lo studio è stato commissionato da REDUCE 2017, progetto contro lo spreco del cibo il cui responsabile scientifico è Luca Falasconi.
I dati scientifici dei "Diari" su un campione statistico di quattrocentocinquanta famiglie, che per una settimana hanno annotato il cibo gettato per ogni pasto, saranno resi noti a febbraio alla 5a Giornata Nazionale di Prevenzione dello Spreco alimentare.
(ANSA)
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