In Italia mortalità in calo per le prime cinque cause di decesso degli anni Ottanta

26/11/2018 - 08:04

Mortalità in calo in Italia per le prime cinque cause di decesso degli anni Ottanta: malattie del sistema cardiocircolatorio in diminuzione del 64% e tumori in flessione del 25%. Dati che sono stati resi noti da Farmindustria - Associazione delle imprese del farmaco.

È anche emerso che due persone su tre a cui è diagnosticato un cancro sopravvivono dopo 5 anni, mentre 30 anni fa non arrivavano a una su tre. Registrato poi un -47% per le malattie del sistema respiratorio, -63% per le patologie dell'apparato digestivo e -87% dal 1985 per l'HIV/AIDS.

Inoltre, apprendiamo che l'Italia è il primo produttore farmaceutico dell'Unione Europea. Quest'anno ha infatti superato la Germania con una produzione di 31,2 miliardi di euro, contro i 30 dei tedeschi. Un successo dovuto al boom dell'export che sfiora i 25 miliardi.

La nostra industria farmaceutica conta 200 aziende, 65.400 addetti (90% laureati o diplomati), 6.400 ricercatori e 2,8 miliardi di euro spesi per produzione, sviluppo e ricerca nel 2017 (+20% dal 2012). Il primo fattore di competitività è rintracciabile nella qualità delle risorse umane. E le imprese in questi anni hanno continuato ad assumere. Come detto prima, gli addetti nel 2017 hanno raggiunto quota 65.400 (93% a tempo indeterminato), 1.000 in più rispetto al 2016. E nell'ultimo triennio le assunzioni sono state 7.000 all'anno.

Fiore all'occhiello del settore è l'occupazione giovanile: secondo i dati INPS, dal 2014 al 2016 gli addetti under 35 nell'industria farmaceutica sono aumentati del 10%, rispetto al +3% del totale dell'economia. Senza dimenticare la percentuale di impiego femminile, che supera abbondantemente il 40% e nella R&S (Ricerca & Sviluppo) il 50%.

Il comparto, infine, è tra i più green dell'industria: negli ultimi dieci anni le imprese del farmaco hanno ridotto sia i consumi energetici (-69% contro il -18% della media manifatturiera) che le emissioni di gas che modificano il clima (-66% contro -19%).

(ANSA)

 

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