Mangiare sano e girare il mondo seduti a tavola: quando le mense scolastiche fanno la differenza

Autore:
Adriana Alberghina
28/06/2017 - 12:00

Il cibo offerto nelle mense scolastiche italiane è di solito ben lontano dagli standard di qualità e freschezza che dovrebbero essere garantiti (vedi l'articolo La corretta alimentazione nelle scuole).

Ma finalmente qualcosa si muove e sono sempre più numerosi, infatti, gli esempi virtuosi che fanno la differenza. Oggi ne citiamo due.

- La scuola dell'Infanzia di Samassi, piccolo centro del sud-ovest della Sardegna, che nella propria mensa ecosostenibile offre cibi freschi e nutrienti ed educa i bambini a "mangiare sano" stimolandoli ad apprezzare cibi di solito poco graditi ai piccoli palati, quali le verdure e i cereali integrali.

Le cuoche hanno conquistato anche i palati più riottosi con le specialità della cucina sarda e con le merende a base di pane, ricotta e miele. Il progetto di educazione alimentare, che è partito nel 2011 ed ha visto coinvolti, oltre la scuola d'infanzia, anche il Comune, l'ASL e alcune aziende locali, nel 2016 ha ottenuto il premio nazionale MensaVerde.

- Il Comune di Parma che, invece, il premio MensaVerde lo ha ricevuto nel 2015 ed ha incassato anche il riconoscimento UNESCO quale città creativa per la Gastronomia. Nell'ambito del progetto, Crescere in Armonia Educare al Benessere, sono stati concepiti: "Salute e cultura", il giro del mondo seduti a tavola e il concorso a premi "Lo spreco da NON ALIMENTARE".

Gli alunni delle scuole di Parma hanno l'opportunità di fare il giro del mondo seduti a tavola, perché a rotazione, nelle mense scolastiche, vengono offerti piatti tipici della cucina cinese, brasiliana, messicana, turca, spagnola e degli Stati Uniti, giusto per fare qualche esempio. Oltre ai menù interculturali, il servizio di ristorazione delle scuole prevede anche il menu vegano.

A metà mattina la merenda servita è a base di frutta fresca.

Al percorso culturale etnico-gastronomico si aggiunge la sensibilizzazione verso la lotta allo spreco alimentare. Le operatrici delle mense scolastiche, piuttosto che servire quantità standard di cibo, chiedono agli alunni che tipo di porzione desiderano e questi possono scegliere tra quella intera oppure semplicemente limitarsi ad un assaggio per poi successivamente decidere se mangiare la restante parte della pietanza.

Al termine del pasto gli alunni, sotto il monitoraggio attento degli operatori, riversano in appositi contenitori differenziati a seconda che si tratti di primi piatti, secondi piatti o contorni, il cibo avanzato. Il progetto si basa anche sulla collaborazione con istituzioni, enti, associazioni e prevede incontri formativi e informativi per operatori, insegnanti e famiglie. Il tutto ovviamente nel più scrupoloso rispetto dei principi che regolano la corretta alimentazione e con l'impronta da laboratorio volta a sviluppare esperienze e conoscenze dirette.

 

Articolo scritto da Adriana Alberghina

 

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