Ognuno di noi può essere in grado di migliorare il mondo: Paul Connett e la teoria Zero Waste.

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03/06/2017 - 21:22

Le idee innovative che hanno cambiato il mondo, sono milioni. A Wilhelm Konrad Roentgen si deve l’invenzione dei raggi X, utilizzati in campo medico per diagnosticare ossa rotte; Alexander Flemming è il biologo grazie al quale noi oggi possiamo curare le infezioni con gli antibiotici, di cui la penicillina è antesignana; il telegrafo ottico di Chappe; la prima automobile di Henry Ford. Ma cosa porta la mente umana a trovare un’idea? L’idea. Quella giusta, quella vincente, capace di rivoluzionare e migliorare il mondo. Magari il semplice desiderio di poter ideare qualcosa di cui poi tutti possiamo trarne beneficio. Perché sì, ognuno di noi, nel nostro piccolo, con i nostri gesti, può essere in grado di migliorare il mondo.

Questo è uno dei punti base che Paul Connett, Professore di Chimica Ambientale all’Università St. Lawrence di Canton (New York), ha inserito nella sua idea innovativa di gestione dei rifiuti. La sua attività di attivista lo ha condotto a fare oltre 1700 presentazioni pubbliche in 49 Stati degli Stati Uniti, cinque province canadesi e in 44 altri paesi del mondo. In Italia è presidente del comitato scientifico della commissione Rifiuti Zero di Capannori, primo comune in Italia ad adottare tale strategia di gestione del servizio. Anche lui, come i personaggi citati, ha trovato l’idea vincente, portando in tutto il mondo la Strategia Zero Waste.

Partito da Catania, il 25 maggio, il tour di Paul Connett in Sicilia, è poi proseguito verso Augusta, Paternò e Bagheria. Particolarmente rilevante la tappa paternese poiché nell’ultimo periodo è giunta da parte di una multinazionale svizzera, la richiesta di costruire un inceneritore proprio a ridosso del fiume.

La Strategia Rifiuti Zero infatti non prevede nessun incenerimento dei rifiuti, nessuna macchina magica può risolvere il problema poiché essi non sono una questione tecnologica ma bensì sociale. Per arrivare molto vicino a Rifiuti Zero si ha bisogno di una responsabilità da parte della comunità e una da parte delle industrie. Alle tre “R” già note di Riduzione, Riuso e Riciclo (che comprende anche il compostaggio), Rifiuti Zero aggiunge un'altra R che è quella della Riprogettazione Industriale.

Durante il suo tour, Paul Connett ha esposto i 10 punti della Strategia Zero Waste. Primo passo, la separazione alla fonte, che coinvolge tutti noi. Possiamo mischiare tutto e creare rifiuti, oppure separare diversi materiali e avere a disposizione delle risorse. Dal bisogno di sostanza organica da parte degli agricoltori si sviluppa il secondo punto. La raccolta porta a porta, avviata nel 1996 (tutta in un unico sacchetto), viene differenziata recuperando la sostanza organica pulita, utilizzabile per i terreni agricoli. Per poi seguire con gli impianti di compostaggio, il riciclo dei materiali, i centri di riuso e riparazione. Solo con questi cinque passi riusciamo a raggiungere l’80% di smaltimento dei rifiuti. Dal sesto al nono punto invece si mettono in atto quelle pratiche che servono a ridurre la frazione residuale, ovvero quel 20%. Si prosegue con gli incentivi economici basati sul sistema  “Save As You Throw” ovvero meno rifiuti produci, più risparmi; le iniziative per la riduzione dei rifiuti (in Irlanda ad esempio il Governo ha applicato una tassa di 15 centesimi sui sacchetti di plastica, ottenendo una riduzione del 92%); gli impianti di separazione dei rifiuti e i centri di ricerca; miglioramenti sul design industriale e infine le discariche temporanee per non riciclabili e la stabilizzazione biologica dei rifiuti organici. Ad oggi 250 comuni in Italia hanno aderito al progetto Rifiuti Zero. Ne è un esempio Capannori, dove hanno realizzato quasi tutti i passi, compreso il centro di riuso, aprendo una struttura, dove non solo rivendono i mobili ma li riparano e ridipingono, realizzano nuovi mobili con materiale recuperato e creando anche molti posti di lavoro.

“Per arrivare a rifiuti zero dobbiamo occuparci della frazione residuale del 20%; capire cosa fare con i prodotti che non possono essere riciclati; evitare assolutamente di progettare qualcosa che poi non può essere né riciclato, né compostato, né riutilizzato.” -continua Connett - “Abbiamo bisogno della migliore progettazione industriale.”

Seguendo e attuando i dieci punti citati, nel 2030, si può arrivare molto vicino a rifiuti zero.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le conclusioni di Paul Connett riassumono chiaramente i benefici dell’attuazione della strategia.

“…è un vantaggio per l’economia, crea più lavoro e opportunità economiche; garantisce per la nostra salute; per l’agricoltura (meno sostanze tossiche); per il turismo. Vantaggi per le nostre università dove sia professori che studenti possono avere una maggiore rilevanza e riconoscibilità. Infine vantaggi per il pianeta perché è più sostenibile e per i nostri bambini perché dà loro una speranza per il futuro.”

Il problema dei rifiuti coinvolge e accomuna tutti noi: possiamo fare moltissimo insieme per cambiare i nostri modi di fare che distruggono il pianeta. Trasformare l’EGOcentrismo umano, basato sullo sfruttamento del pianeta al fine di trarne profitto per i nostri interessi e convertirlo in ECOcentrismo, dove al centro vi è la natura che non dobbiamo fare altro che copiare. Principio base dell’economia circolare è proprio osservare cosa avviene in natura. Anche Rifiuti Zero è questo: scrutare, copiare e impegnarci ogni giorno. È possibile ovviare al problema dei rifiuti. Le soluzione esistono, sta a noi attuarle.

 

Link della VideoIntervista a Paul Connett: http://www.ilpapaverorossoweb.it/video/intervista-paul-connett-la-strategia-zero-waste

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