ONU, due quinti dell'umanità minacciati dal degrado del suolo

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09/04/2018 - 14:01

Il degrado del suolo minaccia il benessere di due quinti dell'umanità, più di 3,2 miliardi di persone, aumentando i rischi di guerre e migrazioni. Lo rivela un vasto studio dell'ONU, condotto per tre anni da oltre un centinaio di scienziati, nell'ambito della Piattaforma Intergovernativa scientifico-politica sulla Biodiversità e sui Servizi Ecosistemici (IPBES), sostenuta da 129 paesi.

La ricerca, presentata a Medellin in Colombia, afferma che perdita di vegetazione, deforestazione, prosciugamento di zone umide, conversione di praterie, espansione urbana e inquinamento costano all'umanità più del 10% del PIL globale attraverso la perdita di servizi ecosistemici, come la cattura del carbonio e la produttività agricola.

Il degrado del suolo aumenta il rischio di inondazioni ed erosione e il diffondersi di malattie infettive come Ebola e il virus di Marburg. Nelle aree più degradate i conflitti aumentano del 45%, spingendo la popolazione ad emigrare. Secondo lo studio, entro il 2050 da 50 a 700 milioni di persone potrebbero dover lasciare le loro terre, se non si prendono provvedimenti.

Le zone più a rischio sono il Sud dell'Iraq, l'Afghanistan, l'Africa subsahariana e l'Asia meridionale.

La ricerca dell'IPBES auspica incentivi all'aumento della produttività dei terreni, piuttosto che a nuovo consumo del suolo, e l'eliminazione dei sussidi agricoli che promuovono il degrado. Si dovrebbe inoltre investire sul recupero dei suoli degradati. Secondo lo studio, i consumatori dovrebbero cambiare le loro abitudini alimentari, mangiando più vegetali, che consumano il suolo molto meno dell'allevamento.

(ANSA)

 

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