Pioppi mangiaplastica, la assorbono con le radici

17/07/2019 - 12:00

I pioppi sono deimangiaplastica”: le loro radici sono infatti in grado di assorbire e accumulare sostanze inquinanti disperse nel terreno, nel caso specifico i diottilftalati, eliminandole dall'ambiente. Lo conferma una ricerca tutta italiana pubblicata sulla rivista Environmental Science and Pollution Research e portata avanti da un gruppo di docenti e ricercatori dell’Istituto di Scienze della Vita della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa composto da Francesca Vannucchi, Alessandra Francini, Erika Carla Pierattini e Luca Sebastiani in collaborazione con Andrea Raffaelli dell’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR di Pisa.

Lo studio pone le basi anche per approfondire il meccanismo con cui queste sostanze tossiche vengono degradate all'interno dei tessuti vegetali. Gli ftalati sono microinquinanti dagli effetti decisamente negativi sul funzionamento degli ecosistemi e sulla salute umana. Si tratta di una famiglia di composti chimici usati nell'industria delle materie plastiche, in particolare nel PVC, per migliorarne flessibilità e modellabilità, ma trovano impiego anche in profumi, pesticidi, smalti per unghie e vernici.

La ricerca ha dimostrato che il pioppo della specie Populus Alba Villafranca potrebbe essere il candidato ideale per ridurre gli impatti negativi dovuti alla persistenza di questi composti nell'ambiente: le sue radici, infatti, riescono ad assorbire e immagazzinare il diottilftalato, confermando la grande tolleranza di questa pianta alle sostanze inquinanti. Lo studio pone dunque le basi per approfondire il metabolismo e la degradazione di queste sostanze tossiche all’interno dei tessuti vegetali.

(ANSA)

 

Per le immagini si ringrazia l’Ufficio Stampa della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.

Didascalia: Le piante di pioppo si sviluppano in speciali camere di crescita (fitotrone) dove, grazie a un sistema centralizzato, è possibile impostare i principali parametri ambientali come luce, temperatura e umidità relativa. È altrettanto possibile creare le condizioni ottimali di crescita per le piante di questo studio in modo che solo il fattore inquinante (nello specifico il diottilftalato) possa essere la causa di un suo eventuale sviluppo irregolare. La luce è fornita da led ad alta efficienza energetica ed è impostata in modo tale da simulare il normale ritmo circadiano.

 

crowfunding adas

clicca e scopri come sostenerci