Report di un olocausto: Italia, 50mila cavalli abbattuti all'anno

Autore:
Federica Campilongo
01/12/2015 - 11:17

Le recenti dichiarazioni dell'OMS sulla nocività delle carni hanno certamente contribuito al netto crollo dei consumi della carne, soprattutto quella equina nel nostro Paese. Negli ultimi due mesi, infatti, è stato registrato ben oltre il 30% in meno dei consumi: e si parla subito di crisi nera. Una crisi profonda destinata a crescere e ad avere effetti irreversibili sul settore di riferimento, tanto da spingere la Confesercenti a chiedere aiuto allo Stato.

Un SOS che tuttavia non tutti sono disposti a cogliere. Le associazioni animaliste infatti si chiedono: perché aiutare un’attività crudele, che sempre più persone vorrebbero abolire? Nel nostro Paese i cavalli sono vittime di atroci torture prima e dopo la macellazione, si pensi che l'Italia rappresenta il primo consumatore di carne equina in Europa. Costretti a steroidi e anabolizzanti somministrati nel corso della loro vita per renderli più veloci nelle corse, i cavalli vengono maltrattatti e sfruttati prima e dopo la morte.

I Paesi di provenienza di queste povere bestie sono la Polonia, la Francia e la Spagna. Costretti ad atroci e lunghi estenuanti viaggi i cavalli, che in media hanno circa due anni, una volta arrivati al macello assistono alla macellazione di chi li precede. Una sofferenza fisica e psicologica senza eguali. Viaggiano su mezzi non idonei, caricati a forza, picchiati con bastoni. "Una violenza che non trova giustificazione e a cui vogliamo dire per sempre la parola fine" commentano i volontari dell'associazione Essere Animali, promotori di una campagna contro il massacro equino.

"Molti animali giungono stremati, - spiegano - avendo trascorso il viaggio impiegando ogni energia per mantenere l'equilibrio e contrastare i movimenti dovuti al trasporto. I cavalli sono animali a rischio disidratazione, ma difficilmente durante il trasporto berranno acqua con un gusto sconosciuto, i trasporti poi avvengono a qualunque condizione atmosferica, le condizioni dei cavalli peggiorano vistosamente con il caldo dei mesi estivi ed anche quando avvengono nel rispetto delle normative vigenti, questi viaggi costituiscono per gli animali una grave forma di sofferenza e comportano forte stress, affaticamento, rischio di lesioni".

Una volta giunto al macello e dopo l'idonetà veterinaria i cavalli vengono condotti nei corridoi che portano alla trappola, ovvero la gabbia di metallo che ha la funzione di contenerli prima che l'operatore li stordisca con una pistola a proiettile captivo, che provoca danni gravi e irreversibili al cervello. Un olocausto atroce: i principali macelli italiani abbattono all'anno oltre 4mila cavalli, per un totale di oltre 50mila cavalli massacrati in un anno.

Appesi per gli arti posteriori, recisi i vasi sanguigni per essere dissanguati, i cavalli vengono così scuoiati, eviscerati e infine sezionati, diventati ormai carne da consumo spedita nelle macellerie per essere venduta.

Vale la pena di continuare a incrementare questo mercato considerato che, tra l'altro, la carne di cavallo non è un cibo sano? Impariamo a rivedere le nostre abitudini alimentari per renderle più salutari ed etiche.

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