Scattando foto non si ricorda meglio, la memoria fa cilecca

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17/07/2018 - 07:56

Una storia su Instagram, una carrellata di foto su Facebook. Documentare continuamente la nostra vita per immagini dovrebbe aiutarci afermaremeglio il ricordo di un avvenimento per noi degno di nota, ma in realtà non è così.

Scattando foto in realtà si compromette la memoria, il ricordo di un evento. Lo rileva una ricerca della University of California, Santa Cruz, pubblicata sul Journal of Applied Research in Memory and Cognition.

In una serie di esperimenti, quarantadue studenti universitari sono stati invitati in laboratorio per un tour virtuale di un museo in cui guardavano i dipinti sugli schermi dei computer. È stato confrontato il modo in cui hanno ricordato i dipinti quando hanno soltanto guardato le immagini, quando facevano al tempo stesso foto usando un telefono con fotocamera e quando hanno scattato foto usando Snapchat.

È emerso che coloro che fotografavano ottenevano un punteggio peggiore, fino al 20%, su test a scelta multipla relativo a ciò che avevano visto. Un'ipotesi degli studiosi è che alla base vi sia un fenomeno noto comescarico cognitivo”: cioè, non ricordiamo perché sappiamo che la fotocamera è lì per ricordare per noi. Persino coloro che scattavano foto usando Snapchat, con immagini della durata di soli 10 secondi, ricordavano meno. Le persone a cui è stato chiesto di scattare una foto e poi di eliminarla hanno fatto anche peggio. Al momento di scattare una foto, per gli studiosi le persone si concentrano meno su ciò che hanno di fronte, un fenomeno definito “disimpegno attenzionale”.

Fotografare potrebbe poi anche creare una falsa sensazione di conoscere il soggetto meglio di quello che poi avviene realmente, rendendoci meno propensi a usare le strategie mentali che ci aiutano a ricordare.

(ANSA)

 

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