Sigarette elettroniche più nocive di quelle tradizionali?

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21/02/2017 - 20:21

Quella del fumo è sempre più una piaga che interessa la salute pubblica: sono 6 milioni i morti nel 2016 a causa del fumo con una percentuale di 90 fra uomini e 70% fra donne. Secondo le ultime statistiche, nel mondo si contano 1.1 miliardi di fumatori, una cifra destinata sempre più ad innalzarsi. Negli ultimi anni, è stato inventato un sistema per limitare i danni del fumo. 

La sigaretta elettronica, nota anche come e-cig o ENDS (ELETTRONIC NICOTINE DELIVERY SISTEM), è un dispositivo formato da un contenitore di plastica, all’interno del quale si trova una cartuccia contenente un liquido aromatizzato. Si tratta di un vaporizzatore che emette un fumo o più propriamente un vapore bianco, rifacendosi nella gestualità, alle dannose sigarette classiche. L’uso delle sigarette elettroniche è propinato come “un modo di fumare sano ed alternativo”. Negli ultimi anni molti hanno abbandonato le classiche “bionde” a favore di questi dispositivi. L’incremento è dovuto al fatto che la maggior parte di fumatori di sigarette elettroniche crede che esse arrechino meno danni rispetto alle sigarette classiche, perché non c’è la combustione del tabacco che causa il cancro. Il mercato delle e-cigarettes si va sempre più ampliando, tanto che oltre ai punti vendita tradizionali, vi sono paradossalmente anche le farmacie, nonostante questi prodotti non siano regolamentati come dispositivi medici o prodotti farmaceutici. 

La comunità scientifica si è divisa nettamente fra coloro che supportano l’uso della e-cig come mezzo per smettere di fumare e coloro che l’avversano, convinti della pericolosità di questi prodotti. Non esiste al momento attuale nessuno studio scientifico veramente conclusivo sull’argomento; tuttavia vengono condotte con frequenza regolare prove sperimentali sia a livello nazionale che internazionale.

 
L’OMS ha lanciato l’allarme sulla possibile pericolosità di questi prodotti riguardo all’impatto sulla salute. Anche la FDA (Food and Drug Amministration) ha emesso un avvertimento sui potenziali rischi legati all’e-cig: al 50% le e-cigarettes potrebbero essere pericolose quanto quelle tradizionali. Sul New England Journal of Medicine, uno studio ha evidenziato come il processo di vaporizzazione delle sigarette elettroniche favorisca la formazione della formaldeide. Inoltre si è prestata attenzione anche alla composizione del materiale plastico e alla temperatura raggiunta dal dispositivo stesso che comporta la possibile produzione di ftalati come residui della combustione. 

Un altro studio del Prof. Peter V. Dicpinigaitis dell’Albert Einstein College of Medicine per l’American Thoracic Society, ha mostrato come la sigaretta elettronica impedirebbe di tossire normalmente come difesa in caso di infezioni e soffocamento. Va aggiunto anche che l’aroma scelto per le e-cigarettes, comprometterebbe il calcio presente nei polmoni, produrrebbe salivazione eccessiva in bocca e gola e problemi gengivali e alle mucose. 
Anche in Italia, secondo l’ultimo rapporto dell’Osservatorio Fumo, Alcol e Droga dell’ISS, il consumo  di questi dispositivi  tocca punte del 4% di utilizzatori nella popolazione, con un incremento del 2% rispetto al 2015, la adoperano 4 italiani su 10. Inoltre il 90% di chi decide di usare e-cig è già dipendente dalle sigarette tradizionali. Una ricerca del Dipartimento di Scienze e Biotecnologie Medico Chirurgiche dell’Università La Sapienza di Roma, pubblicata sulla rivista “Chest”, ha riscontrato come le e-cigarettes facciano male al cuore come quelle tradizionali: i dispositivi elettronici rilasciano una quantità inferiore di sostanze cancerogene rispetto a quelle convenzionali, ma entrambe producono lo stesso numero di particelle ultrafini che penetrano nell’organismo e generano malattie cardiache e polmonari. 

Tra i dati rilevanti colpisce sapere che, tra i fruitori di questi dispositivi ci sono moltissimi giovani: aumentano i ragazzi che fumano e-cig, ed è raddoppiato il numero dei fumatori tra i 14 e i 24 anni. È diffusa la convinzione che spesso si inizia a fumare con le e-cigarettes per poi passare a quelle tradizionali. Le sigarette elettroniche rappresentano per questa fascia d’età la forma di approccio al fumo più diffusa, ma causerebbero danni allo sviluppo del cervello e altre lesioni irreversibili. Alla luce dei risultati si evidenzia la necessità di approfondire le indagini su questi dispositivi, sulla loro tossicità, legata alla fruizione quotidiana e all’assunzione di molecole tossiche, come incluse dall’OMS e dalla IARC fra quelle cancerogene.

Abbiamo intervistato la Prof.ssa Margherita Ferrante, docente associato, Direttrice responsabile del LIAA, Direttrice responsabile di Igiene generale e applicata presso il Dipartimento Di Anatomia, Patologia, Diagnostica; Medicina Legale e Sanità Pubblica “G.F. Ingrassia” dell’Università degli Studi di Catania, che ci fornisce ulteriori ragguagli sulla situazione.

Ci può illustrare i suoi studi e gli esiti delle ricerche in merito alla nocività del liquido della e-cig?

«Il gruppo di ricerca del Laboratorio di Igiene Ambientale e degli alimenti dell’Università di Catania da me diretto, ha condotto numerosi studi sulle sigarette normali e sulle e-cigarettes. Ci siamo accorti che il liquido è composto da acqua, glicerolo, glicol etilenico e aromatizzanti che talvolta non contengono nicotina ma nella maggioranza dei casi contengono nicotina tra 6 e 26 mg per ml di liquido; studiando un metodo di laboratorio per la discriminazione di nicotina e cotonina (il metabolica urinario della nicotina), ci siamo accorti che al liquido, così come al tabacco usato in sigarette, sigari, pipe, viene aggiunta caffeina che aumenta la dipendenza. Il liquido in sé e per sé è tossico e pericoloso per i bambini se ingerito. Normalmente bisogna tener lontano dai bambini i liquidi e soprattutto non usare le e-cigarettes da sdraiati per evitare il rischio di ingerire il liquido in esse contenute».

La scienza è divisa sulle posizioni da assumere riguardo alla pericolosità di questi dispositivi. La mancanza di studi e regolamentazioni dell’uso destabilizza chi legge e si informa. Quale atteggiamento assumere in merito a tale tematica?

«La e-cig funziona vaporizzando elettronicamente il liquido inserito nella cartuccia. Il vapore prodotto è stato studiato da numerosi gruppi di ricerca, compreso  il nostro, a livello internazionale e si è dimostrato con buona evidenza come esso non contenga Ossido di Carbonio e Idrocarburi Policlitici Aromatici, mentre contiene Carbonio Organico Totale, Composti Organici Volatili, Metalli, Composti Carbonilici (per lo più aldeidi), e Nitrosamine. Mediamente le concentrazioni di tali composti sono molto più basse che nel fumo di tabacco e nelle sigarette tradizionali. Anche se ancora non è necessario approfondire le conoscenze sulla e-cig e sulla loro reale pericolosità, si può affermare tranquillamente che la pericolosità delle e-cigarettes  è inferiore a quella del fumo di sigaretta. Si tratta però di dispositivi che ci espongono a sostanze pericolose, anche se in piccole concentrazioni, pertanto non si può pensare di fumare la e-cig senza correre alcun rischio. Certo se la e-cig diventa un mezzo per non fumare assolutamente sigarette e per arrivare a smettere di fumare può essere accettata, data l’enorme pericolosità del fumo di sigaretta».

Quali possono essere gli accorgimenti o metodi alternativi che chi vuol smettere di fumare può adottare?

«Non è possibile, alla luce delle attuali conoscenze, consigliare la e-cig per smettere di fumare ma esistono metodi farmacologici e psicologici che, soprattutto se accoppiati, possono essere efficaci. L’intervento breve per chi fuma da parte del medico di famiglia è un buon sistema per aiutare a smettere (circa il 3% ci riesce) o comunque per aiutare a intraprendere la strada giusta per smettere di fumare. Consiglio pertanto di smettere di fumare e per farlo di rivolgersi al proprio medico di base, come punto di partenza per un percorso che deve essere necessariamente assistito dato che il fumatore ha certamente sviluppato una dipendenza fisica e psicologica. È assolutamente vietato fumare con qualsiasi mezzo alle donne in gravidanza, ai cardiopatici, a coloro che soffrono di patologie broncopolmonari, ai ragazzi, in presenza di bambini e in ambienti confinanti».

Il vapore passivo è rischioso?

«Il vapore delle e-cigarettes, come ho già detto contiene Carbonio Organico Totale, Composti organici volatili (Benzene, Toluene, xylene,glicoli, benzaldeidi, formaldeide, ecc.), Metalli (Arsenico, Piombo, Cadmio, Manganese, ecc.), Composti Carbonilici e Nitrosamine, tutti composti tossici anche se in piccole concentrazioni, pertanto bisogna stare molto attenti ne applicare il principio di precauzione, evitando il più possibile di esporsi a tali vapori, così come cerchiamo di fare con tutti i fattori di rischio».

Al di là dei prodotti propinati come alternativi e inoffensivi, la cosa di cui siamo sicuri è che il fumo è una componente pericolosa da evitare senza compromessi. 
                                                             

 

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