Sigarette elettroniche: possono ridurre facoltà mentali

Autore:
Redazione
27/01/2021 - 05:15

Potrebbe esistere una correlazione tra lo svapo e la condizione di offuscamento dei pensieri. A dirlo sono due studi che, pubblicati sulle riviste Tobacco Induced Diseases e PLOS One, sono stati condotti da esperti della University of Rochester Medical Center (URMC), che hanno analizzato le risposte di studenti di scuole medie e superiori e quelle di un sondaggio telefonico che ha coinvolto adulti statunitensi.

«Adulti e ragazzi che utilizzano le sigarette elettroniche sembrano avere maggiori probabilità di sperimentare difficoltà di concentrazione, confusione e annebbiamento», afferma il professore Dongmei Li dell’URMC. I ricercatori hanno analizzato le oltre 18.000 risposte ai questionari del National Youth Tobacco Survey, che coinvolge le scuole americane medie e superiori, e più di 886.000 sondaggi telefonici condotti nell’ambito del Behavioral Risk Factor Surveillance System (BRFSS), per il quale sono stati intervistati adulti statunitensi.

«Dai nostri risultati emerge che chi utilizza sigarette elettroniche potrebbe avere anche maggiori difficoltà mnemoniche e decisionali. Nei ragazzi che utilizzavano lo svapo prima dei 14 anni, inoltre, abbiamo osservato una maggiore probabilità che insorgesse offuscamento», aggiunge l’esperto. I sondaggi ponevano domande simili sul fumo e sulle abitudini di svapo, ma anche sulle capacità di concentrazione, attenzione, memoria e abilità cognitive.

«I nostri studi si aggiungono alla crescente evidenza che lo svapo non dovrebbe essere considerato un'alternativa sicura al fumo di tabacco. Chi fuma, indipendentemente dall’età e dalla tipologia di sigarette, ha maggiori probabilità di insorgenza di problemi cognitivi», sottolinea Dongmei Li.

Gli autori ricordano che le sigarette elettroniche sono comunque ricche di nicotina (probabilmente in quantità più elevate rispetto alle sigarette tradizionali) e sostengono che il recente aumento dello svapo tra gli adolescenti risulta davvero preoccupante e suggerisce la necessità di intervenire quanto prima.

«I programmi di prevenzione che iniziano alle scuole medie o superiori potrebbero essere effettivamente intempestivi; l’adolescenza è un periodo critico per lo sviluppo del cervello, in particolare per la funzione mentale di ordine superiore, il che significa che gli adolescenti possono essere più suscettibili ai cambiamenti cerebrali indotti dalla nicotina», conclude il ricercatore.

(Fonte: AGI - Foto di copertina: Pixabay)

 

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