Sindrome dell'occhio secco, in arrivo farmaco che attiva lacrime

Autore:
Redazione
19/06/2018 - 07:12

Una buona notizia arriva per chi soffre della sindrome dell'occhio secco. Si tratta di un neurosteroide, somministrato in maniera innovativa in modo da attivare la segnalazione neurale, senza necessità delle gocce oculari, ma attraverso l'applicazione del prodotto in forma di gel sulla zona frontale del viso.

Lo annunciano SIFI, leader italiano nello sviluppo di soluzioni terapeutiche per trattare le patologie oculari, e GLIA LLC, società di sviluppo farmaceutico di Boston, che hanno concordato una nuova collaborazione per il mercato europeo. In uno studio di Fase II realizzato negli Stati Uniti, la terapia ha dimostrato di ridurre o eliminare in misura significativa la secchezza e la sensazione di sabbia negli occhi. Con l'uso del nuovo farmaco è stata osservata la produzione di secrezione lacrimale entro alcuni minuti in più del 95% dei pazienti.

La sindrome da occhio secco è una delle cause più frequenti di visita negli studi degli oculisti e affligge oltre 30 milioni di persone negli Stati Uniti e almeno 344 milioni di persone in tutto il mondo. La sindrome sta aumentando anche tra i bambini e gli adolescenti e l'OMS l'ha recentemente definita una delle patologie più ignorate e sottovalutate dell'età moderna. È infatti una malattia multifattoriale che interessa il film lacrimale e la superficie oculare.

Tra i suoi sintomi vi sono fastidio, bruciore, arrossamento degli occhi, alterazione della vista, sensazione di avere un corpo estraneo negli occhi, fotofobia e in alcuni casi anche dolore. Tra i fattori di rischio che causano la disfunzione del film lacrimale troviamo le infiammazioni croniche della superficie anteriore dell’occhio, l’età, le congiuntiviti allergiche, le blefariti croniche, gli squilibri ormonali, le malattie metaboliche, l’uso e l’abuso di cosmetici per gli occhi, l’utilizzo di lenti a contatto, le pregresse infezioni causate da Herpes.

Infine, non bisogna dimenticare che l’uso di computer, smartphone, tablet e di qualsiasi altro dispositivo digitale, quando eccessivo e fatto non tenendosi alla giusta distanza dallo schermo (almeno 30 centimetri dal viso), può alterare significativamente la produzione del film lacrimale.

(ANSA)

 

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