
Soffrire di carie durante l’infanzia aumenta rischio arteriosclerosi da adulti

Aver sofferto di carie e malattie gengivali nel corso dell'infanzia potrebbe aumentare il rischio di arteriosclerosi in età adulta. È quanto suggerito da uno studio finlandese durato ben ventisette anni e tuttora in corso, The Cardiovascular Risk in Young Finns Study, il primo a fare il monitoraggio continuo delle infezioni del cavo orale nell'infanzia e del rischio cardiovascolare a lungo termine, ha spiegato l'autore Pirkko Pussinen dell'Università di Helsinki.
Pubblicato sulla rivista JAMA Network Open, lo studio è iniziato negli anni '80 su 755 bambini che avevano dai sei ai dodici anni; la salute del loro cavo orale è stata periodicamente esaminata. Ventisette anni dopo il campione è stato sottoposto a ecografia della carotide, il vaso arterioso che porta ossigeno al cervello. Il livello di ostruzione del lume dell'arteria era tanto maggiore, quanti più erano nell'infanzia i segni di infezione e infiammazione del cavo orale (carie, otturazioni, sanguinamento gengivale, tasche gengivali).
«Le infezioni della bocca sono quindi un nuovo fattore di rischio per l'arteriosclerosi e la prevenzione e il trattamento delle infezioni del cavo orale sono importanti già nell'infanzia», concludono gli autori del lavoro.
«I risultati di questo studio, seppure con un follow-up notevole, vanno interpretati con molta cautela, in quanto manca un controllo sui fattori determinanti per il rischio cardiologico come, ad esempio, il fumo o l'attività fisica. Inoltre, la misura di salute orale è stata fatta solo quando gli individui erano dei bambini, e quindi niente si sa sulla effettiva evoluzione delle condizioni di questi parametri in età adulta. Un vero peccato che i ricercatori non abbiano misurato i parametri di salute orale a distanza di almeno 10 anni dall'inizio dello studio. Servono sicuramente altri dati, dunque, per confermare dei risultati comunque potenzialmente interessanti», sottolinea in un commento all'ANSA Cristiano Tomasi dell'Università di Göteborg in Svezia e socio della Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SIdP).
(ANSA)
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