"Teresa e le altre": storie di donne dalla Terra dei Fuochi

13/12/2015 - 22:01

ACIREALE - Venerdì scorso si è tenuto il terzo incontro di "Scritto e parlato", ad Acireale, nel catanese, rassegna di libri promossa dall'associazione “Vie Traverse”. Si parla di Campania e di terra dei fuochi attraverso il libro “Teresa e le altre”, pubblicato un anno fa dalla casa editrice Jaca book.

Il libro ha avuto recensioni su riviste importanti come l'Espresso, L'avvenire, il Corriere della sera e del mezzogiorno, a cui si sono susseguite le diverse presentazioni tra la Campania e la Sicilia, dove vive una delle autrici. Nell'ultimo mese, grazie alla Fondazione Basso di Roma, si è parlato di queste storie nella capitale, grazie ad una presentazione nella prestigiosa sede della fondazione.

Il volume curato da Marco Armiero, storico dell'ambiente campano, ormai emigrato a Stoccolma dove dirige environmental humanities laboratory al royal institute of technology, raccoglie le storie autobiografiche di dieci donne in lotta contro la questione rifiuti Campana.


Una storia quella dei rifiuti, controversa e paradossale, forse rappresentativa di un sistema in cui regna sovrana la confusione dei ruoli e di responsabilità, dove lo Stato, simbolo di legalità e trasparenza, a volte abdica al suo ruolo, e anzi insabbia ed ingarbuglia le questioni... una strategia, che a voler essere cattivi, sa di revisionismo.

Alla presentazione ad Acireale era presente Nunzia Lombardi, autrice del primo racconto del volume: Una narrazione appassionata e coraggiosa, quasi catartica, in cui le vicende personali e politiche si intrecciano, senza riuscire a coglierne il confine.

è lei che prova a spiegarci, con voce a tratti tremante, la complessità del paradosso campano, una contraddizione, quasi mai sviscerato dai media : La questione, semplificata con il termine terra dei fuochi, nasconde il vero problema dei rifiuti campani, e cioè la controversia dei rifiuti tossici proveniente dal nord Italia e intombati nella campagne campane.

Potremmo chiederci cosa c'entra lo Stato in tutto questo, visto che il traffico dei rifiuti tossici  è un traffico illegale, in cui la camorra e una imprenditoria corrotta, decidono le traiettorie ed eseguono materialmente gli smaltimenti.

C'entra perchè in molti casi, le discariche dei rifiuti solidi urbani, costruite in nome di una emergenza, in deroga alle leggi ordinarie per la tutela del paesaggio e dell'ambiente, sono state costruire fisicamente sopra le discariche illegali di rifiuti tossici.

È questo il vero paradosso campano, l'occultamento, attraverso le emergenze ripetute per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, per nome e per conto di un commissario straordinario con poteri speciali, di quello che era il vero disastro dei rifiuti tossici.

Scoperto l'intreccio, come si poteva tacere? Il movimento campano, secondo Nunzia Lombardi, ha avuto la fortuna di avere come guida due grandi uomini, che hanno consentito di guardare il problema nella sua complessità, senza fermarsi alle singole emergenze, create spesso ad arte. Queste due persone, ormai avanti con l'età, ma di grande spessore culturale, integrità morale e umiltà, sono padre Alex Zanotelli e l'avvocato e filosofo Gerardo Marotta. Forse senza di loro, aggiunge la nostra autrice, staremmo ancora a lamentarci delle emergenze e dei cassonetti bruciati per strada.

È per poter sviscerare questa complessità che il nostro storico, Marco Armiero, ha deciso di scrivere questo lavoro, e di chiedere alle donne, che hanno compiuto fisicamente la difesa dei propri territori, di raccontarsi.

“Donne - come dice Erri De Luca nella prefazione del volume - quando la vita è calpestata serve il loro insuperabile corag­gio”.

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