Thom Yorke e i Radiohead: un impegno concreto per l'ambiente

22/02/2016 - 09:26

"Caro papà Natale […] magari quest'anno potresti considerare di non portare doni agli esecutivi delle compagnie petrolifere e ai politici di cui comprano l'influenza?". Questo è un estratto della lettera scritta a Babbo Natale da Thom Yorke, in occasione del National letter writing day dello scorso 8 dicembre. Che Thom Yorke e la band di cui è leader, i britannici Radiohead, siano uno dei gruppi musicali più attivi nel sociale, particolarmente in ambito ambientalistico, è un fatto noto un po' a tutti; la cosa che li distingue da molti altri musicisti impegnati è la grande coerenza del loro impegno: infatti i Radiohead, in tutte le loro iniziative "green", hanno sempre cercato una strada per rispettare anche con i fatti, non solo con le parole, il loro intento.

Nel 2009 si sono resi autori di una delle scelte più importanti degli ultimi anni: sono stati infatti i primi a prendere la decisione di distribuire anche in formato digitale tutti i propri album registrati in studio, con l'intento di ridurre al minimo le emissioni causate dal packaging, iniziativa ribadita successivamente con la pubblicazione dell'album The King of Limbs del 2011.

Nel 2012, in supporto alla campagna Save the Artic di Greenpeace, la band inglese si è presentata sul palco, nelle varie date del loro tour, in compagnia di Paula…un orso bianco! L'animale (rivelatosi poi finto ed animato da due volontari, come affermato da Greenpeace in seguito alle proteste di alcuni spettatori) si è aggirato sotto il palco, lasciandosi accarezzare da uomini e donne, giovani e adulti, al fine di sensibilizzare il pubblico sulle gravi conseguenze dello sfruttamento petrolifero dell'Artico. 

Risulta superfluo sottolineare come il gruppo si serva sempre dei carbon credits, al fine di limitare l'impatto ambientale dei loro concerti, mentre va sottolineato come sia grande lo sforzo della band di trovare ulteriori metodi per ridurre al minimo possibile le emissioni delle loro esibizioni; Yorke e compagni hanno assunto un approccio molto serio, mostrando una grande sensibilità alla tematica, commissionando a Best Foot Forward un'indagine volta a misurare l'impatto complessivo dei propri tour mondiali del 2003 e del 2006, il cui report ha mostrato come la maggiore causa di emissioni sia dovuta alla mobilità del pubblico. La band, dal canto suo, ha ipotizzato sempre metodi nuovi per cercare di ridurre gli effetti dei propri concerti: utilizzo di sistemi di trasporto alternativi ad aerei e camion da parte della band, incentivazione da parte del pubblico del car pooling (con biglietti a tariffe agevolate) nonché dell'uso dei mezzi pubblici, oltre all'idea della riduzione delle date dei tour.

Fanno anche riflettere le parole di accusa da parte di Yorke nei confronti di altri musicisti e personaggi di grande visibilità che organizzano eventi benefici: il cantante si dice infatti stanco dell'ipocrisia sull'ambientalismo, riferendosi in particolare ai grandi concerti in favore dell'ambiente, che finiscono con l'essere un vero festival del consumismo.

Il 4 dicembre 2015 Yorke ha partecipato alla Conferenza sul clima tenutasi a Parigi tra il 30 novembre e l'11 dicembre, mentre qualche giorno prima, intervistato, ha dichiarato: "[…] ormai anche le industrie dell'energia dicono 'per favore abbiamo bisogno di un accordo, così non possiamo andare avanti'. Dobbiamo sperare e fare di tutto perché con Parigi qualcosa possa davvero cambiare." Adesso tocca a noi.

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