World Vegan Day, la giornata mondiale dei vegani

LA RIFLESSIONE - Ogni anno il primo novembre, si celebra il World vegan day, la giornata mondiale dei vegani, istituita nel 1994 dalla Vegan Society a Londra.
Un'iniziativa per celebrare i diritti degli animali e per sensibilizzare il valore di questa scelta etica, ambientale e salutista. Il termine veganismo è la trasposizione, in italiano, del termine inglese “vegan“, coniato nel 1944 da Donald Watson. Il neologismo, nasce dalla contrazione del termine vegetarian, dalla parte iniziale e finale del termine, per indicare che esso trova le sue origini nella filosofia vegetariana, ma ne rappresent l’evoluzione. Donald Watson, infatti, era membro della Vegetarian Society e diede origine a questo nuovo orientamento, caratterizzato da una posizione ancora più radicale in materia di consumi alimentari e scelte riguardanti la vita di tutti i giorni. Nella nostra dieta, noi vegani, infatti, non utilizziamo il latte e i suoi derivati e le uova.
Essere vegan non dipende solo da una motivazione alimentare, è una filosofia di vita, che ti fa vedere il mondo sotto occhi diversi. Sono diventata vegana 5 anni fa, dopo essermi documentata sulle proprietà dei cibi, dopo aver seguito documentari, dopo aver visto le tragedie che si consumano nei macelli, negli allevamenti intensivi. Ho sentito di non essere in diritto di contribuire a fare del male agli animali, ho sentito di non essere in diritto di scegliere per loro. Si, perché l’uomo sceglie per milioni di creature, decide cosa fare della loro vita, se farne una bistecca, una polpetta o 1 kg di salsiccia. E non solo, se farne pellicce, scarpe di pelle, divani, poltrone, sedie. Sceglie di strappare figli alla vita data dalle loro madri, così come nasciamo noi, così come veniamo noi alla vita dalle nostre madri. E se all’improvviso venisse qualcuno dall’alto e decidesse di ucciderci tutti per gola, per tradizione, per cultura!?!
Non possiamo andare avanti pensando che noi uomini siamo i padroni del mondo, mondo che stiamo distruggendo ogni giorno, con ogni nostro gesto, e non solo mangiando la carne, ma inquinando il pianeta e rendendolo invivibile ed insostenibile. Un problema di disinteresse, disinformazione e superficialità.
Bisogna salvaguardare il paese in cui viviamo, ma in realtà tanti dicono di pensare alla sostenibilità, di essere attenti, ma poi in fondo agiscono nella vita di tutti i giorni, in maniera contraria. Un vuoto culturale, secondo i ricercatori, da attribuire principalmente agli organi d'informazione, soprattutto tv e pubblicità, che affrontano la questione della sostenibilità in maniera superficiale, sfruttando i temi ambientali senza spiegarne la complessità e diffondendo messaggi di comportamento scorretto. Le industrie producono cibo in quantità e negli scaffali non arrivano cibi sani, derivanti da procedimenti sani, ma arriva cibo spazzatura.
Il passo fondamentale è la consapevolezza. La consapevolezza è la capacità di osservare e comprendere la realtà come è davvero. E’ la condizione necessaria per qualsiasi cambiamento.
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Esperta in comunicazione e marketing. Vegana. Dopo la laurea in Scienze della comunicazione, si specializza nel settore della Tutela del Consumatore, conseguendo un master in "Customer Care e Tutela dei Consumatori". Inizia ad occuparsi di comunicazione e marketing per varie aziende già durante il percorso universitario, specializzandosi soprattutto negli ultimi anni nell'organizzazione di eventi, come social media manager e nel settore pubblicità. È responsabile marketing di una società. Uno dei più importanti "credo" della sua vita: un grande amore per gli animali. Di conseguenza a ciò, la scelta vegana da ormai cinque anni. Una scelta etico-morale diventata una passione per la cucina che l'ha portata anche a creare per hobby una fan page dove pubblica consigli salutari e ricette golosissime!







