Adulterazioni dei cibi in commercio: quali rischi per i consumatori?

01/03/2017 - 18:39

In questi periodi, con l’inarrestabile crisi economica in cui versa il nostro Paese, ormai da circa 7 anni, il picco del risparmio che si è graficamente registrato da parte dei consumatori Italiani è stato nel comparto alimentare piuttosto che nei beni di consumo come l’elettronica e la telefonia in genere. Questa attenzione “smisurata” nei prezzi degli alimenti da parte del consumatore medio-basso, anziché generare una democratica concorrenza tra prodotti con pari caratteristiche, ha invece, indirettamente, instaurato nei fornitori del comparto alimentare una corsa alle strategie più disparate per trarre profitto, mettendo sugli scaffali “alimenti a basso costo”, grazie anche alla disponibilità di porli in vendita nei numerosi “discount” che sembrerebbero nascere come funghi.

In Italia, negli ultimi anni, le frodi nel settore agroalimentare sono aumentate esponenzialmente (circa +32%); un giro d’affari illecito di tre milioni di euro al giorno. Tra gli alimenti definiti “Target” ci sono: latticini, spezie, olio, vino, riso e conserve di pomodoro, ecc... Il rischio per la salute dei consumatori deriva dall’“adulterazione”, cioè nella variazione della mescolanza analitica del prodotto, o dalla “sofisticazione”, cioè l’aggiunta di sostanze estranee all’alimento, come il famoso metanolo aggiunto nel vino, nonché dalla “contraffazione” che si realizza nella variazione di una sostanza alimentare con un’altra, con conseguente inganno del consumatore. Inoltre, anche per l’utilizzo di materie o additivi di tipo scadente, oppure dall’errata condotta delle norme in ambito igienico-sanitario, si può incorrere in gravi rischi per la salute del consumatore. L’azione illecita dell’adulterazione ha lo scopo finale di gonfiare il peso e abbassare il suo prezzo. Se pensiamo al passato, la storia ci porta ad annoverare il periodo in cui si vendevano gli alimenti sfusi come il caffè , la farina e altri generi alimentari di base, che alcuni mercanti furbetti adulteravano, con l’orzo ad esempio o con farine meno pregiate, ottenendo un miscuglio dalle caratteristiche organolettiche e sensoriali simile, ma dal costo inferiore. Con l’avvento successivo dei “Brand”, e dei prodotti confezionati, questa attività illecita sarebbe dovuta scemare, anche perchè bisognava mantenere uno standard elevato di qualità, visto che la confezione sigillata non poteva essere manomessa e il cliente si fidava della grande marca pubblicizzata; anche se, per assurdo, oggi sono proprio i prodotti industriali ad essere regolarmente adulterati, per ottenere sapori paragonabili ad ingredienti meno costosi, e aumentare così i margini di guadagno. Per alcuni alimenti tutt’oggi venduti sfusi la percentuale di adulterazioni non è cambiata rispetto a quella del passato, basti pensare alle frodi dell’origano essiccato adulterato.

In Australia dal 50 al 90 per cento di foglie di ulivo e di sommacco sono mescolate al posto dell’origano, stessa cosa vale per il famoso “Oro Rosso”, lo zafferano, ricavato da una pianta bulbosa della famiglia delle iridacee dal prezzo stratosferico. Proprio per il suo valore di mercato, lo zafferano è da sempre una delle spezie più adulterate; recentemente proprio la Commissione Europea ha definito lo zafferano tra i dieci prodotti alimentari maggiormente a rischio frode.

Sulla carne, quello che dobbiamo sapere a volte non è scritto sull’etichetta, ad esempio nel caso della carne destinata alla ristorazione. Ai polli destinati alla ristorazione viene additivata regolarmente acqua, assieme agli additivi che servono per trattenerla all’interno della carne. Per trattenere l’acqua, si usano proteine estratte ad alte temperature o per idrolisi da animali vecchi o da parti animali non idonee all’alimentazione umana, come la pelle, le ossa, i legamenti e le penne. Funzionano un po’ come gli impianti al collagene usati nella cosmesi: gonfiano la pelle e trattengono i liquidi, formando una sorta di gelatina. Con il vantaggio che l’acqua rimane all’interno del pollo anche durante la cottura. L’unico svantaggio è che non si conosce bene la provenienza di questi additivi, ed è quasi impossibile controllarla. Esistono metodi per adulterare il pollame con scarti bovini impossibili da individuare (che potrebbero anche contenere il virus della “mucca pazza” – BSE), e che riescono a fargli trattenere fino al 50% di acqua. Una volta che i polli hanno assorbito tutti i liquidi, vengono ricongelati e spediti ad altri produttori per ulteriori lavorazioni, oppure finiscono direttamente nelle cucine della ristorazione. A prescindere dal tipo di adulterazione alimentare, la punibilità è sempre di carattere penale, infatti la nostra giurisprudenza prevede, all’art. 440 del codice penale, che chiunque corrompe o adultera acque o sostanze destinate all'alimentazione, prima che siano attinte o distribuite per il consumo, rendendole pericolose alla salute pubblica, è punito con la reclusione da tre a dieci anni. La stessa pena si applica a chi opera contraffazioni - in modo pericoloso alla salute pubblica – di sostanze alimentari destinate al commercio. La pena è aumentata se sono adulterate o contraffatte sostanze medicinali.

L’ultimo dossier sulla percentuali delle frodi alimentari in Italia è veramente preoccupante: i valori dei sequestri di alimenti supera i 100 milioni di euro, le infrazioni accertate dagli organi ispettivi sono 15mila, più di 8mila le persone segnalate all’autorità giudiziaria e circa 50 le persone arrestate. Inoltre, sono 804 le chiusure ordinate durante le indagini svolte nei supermercati, nelle mense, negli allevamenti zootecnici, nelle macellerie e nei mercati ortofrutticoli. Si va dal pane all'amianto al riso con parassiti, dai torroncini morbidi invasi da vermi e ragnatele ai funghi porcini ammuffiti con presenza di larve morte, foglie, erba e aghi di pino.

E se le sentenze passate in giudicato sono relativamente poche (704 le ultime pubblicate dal Ministero della Salute) - grazie anche a un sistema normativo che ha depenalizzato le frodi alimentari - i casi di mancata igiene, incuria e inquinamenti vari vengono giorno dopo giorno scoperti dalle Forze dell'ordine impegnate a sequestrare merci dubbie e a sanzionare i responsabili.

I cittadini che volessero fare delle segnalazioni oggi possono farlo anche in maniera totalmente anonima. Infatti, il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha messo a disposizione sul suo portale internet, una pagina al servizio dei cittadini per le segnalazioni contro le frodi alimentari:

https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/6873.

Le segnalazioni possono essere anche rivolte al numero verde 800 020 320. 

 

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