Coronavirus: dopo l’emergenza, riaperture graduali e fasce d'età

Autore:
Redazione
30/03/2020 - 01:40

Le attuali misure di rigore ed isolamento «saranno necessarie ancora per settimane, ma quando si avrà la riapertura del Paese sarebbe opportuno effettuarla gradualmente per quanto riguarda le aziende, sulla base dell'utilità sociale delle produzioni».

Lo afferma all'ANSA il virologo Fabrizio Pregliasco dell'Università di Milano. «Opportuno sarebbe anche prevedere una tempistica differenziata per il ritorno alla vita sociale e l'uscita da casa sulla base delle fasce di età, con gli anziani ed i soggetti più fragili che andrebbero protetti in modo particolare».

Dopo la ripartenza del Paese e il riavvio delle attività, ci attende necessariamente una vitadifferenterispetto a quella a cui siamo abituati. «Non possiamo pensare che la ripresa e la riapertura di attività e vita sociale avvenga da un giorno all'altro e come se nulla fosse cambiato. La ripresa dovrà avvenire con una exit strategy graduale e credo che dovremo comunque mantenere alcune limitazioni».

Ad esempio, rileva, «penso che si dovranno mantenere delle limitazioni ancora a lungo per gli eventi che determinano grandi assembramenti». Ed ancora: riaperte scuole ed aziende, «dovremo comunque continuare ad adottare misure di precauzione quali la distanza di sicurezza».

Pertanto, non subito né tutto d'un colpo, perché le prossime settimane sono fondamentali per non vanificare gli sforzi finora fatti. Con questo approccio, come lo ha “chiuso”, il premier Giuseppe Conte valuterà come e quando “riaprire” il Paese. Dopo aver ascoltato il parere del comitato tecnico scientifico, prorogherà, probabilmente per due settimane, le misure anticontagio che scadono il 3 aprile. Un blocco ancora pressoché totale fino a dopo Pasqua, a partire dalle scuole e dalle competizioni sportive.

Un'attenzione particolare la avranno non solo la Pasquetta ma anche i ponti del 25 aprile e del primo maggio, perché la voglia di picnic o gite al mare non rischi di mandare all'aria settimane di sacrifici. È alla tenuta psicologica e sociale dell’Italia che guarda innanzitutto Conte nel prepararsi a rinnovare il “lockdown”: per vedere davvero gli effetti delle misure si dovrà attendere ancora, spiegano gli esperti, ma la fase più delicata arriva probabilmente proprio adesso, perché la grande attenzione delle prime settimane negli italiani rischia di essere sostituita da preoccupazione e paure. A loro Conte chiederà ancora uno sforzo, ora che i primi risultati si iniziano a vedere.

La vita che dovremo immaginare sarà una vita dasorvegliati speciali”. «Riapriremo il Paese, ma dovremo essere sempre in allerta per individuare immediatamente qualunque nuovo eventuale caso di coronavirus, per procedere immediatamente ad un intervento massiccio con l'isolamento del singolo caso e l'effettuazione di tamponi a tappeto su tutti i contatti. Diventerà cioè essenziale individuare subito un eventuale singolo focolaio per spegnerlo immediatamente ed evitare un nuovo propagarsi dell'epidemia». Questo perché il rischio di un'epidemia di ritorno «è presente poiché una grossa quota della popolazione, non contagiata, resta suscettibile al virus e potrebbe essere colpita in una seconda ondata». Da qui la necessità di vivere sempre “con la guardia alzata”.

Invita alla massima cautela in vista del “dopo” anche Pier Luigi Lopalco, docente di Igiene all'Università di Pisa. Alla ripartenza «bisognerà adottare misure di prudenza per prevenire il rischio di una epidemia di ritorno, anche considerando il ruolo dei soggetti positivi ma asintomatici», avverte. Da studi cinesi sembrerebbe che la dispersione del virus da parte dei positivi asintomatici, spiega, «si verificherebbe per 4-5 giorni, dunque per un tempo limitato. Le misure di isolamento, pertanto, sono efficaci anche per disinnescare il rischio di trasmissione da asintomatici». È presumibile che, anche dopo la ripartenza, potranno esserci «nuovi focolai. Per questo bisogna pensare ad un sistema di sorveglianza molto forte».

(ANSA)

 

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