Dolorosa e invisibile, oggi è la Giornata Mondiale della Fibromialgia

12/05/2019 - 00:38

Domenica 12 maggio è la Giornata Mondiale della Fibromialgia. Una malattia che solo nel nostro Paese colpisce circa 3 milioni di italiani, in netta prevalenza donne, di età compresa tra i 25 e i 55 anni.

Pur essendo stata catalogata ventisei anni fa dalla Dichiarazione di Copenaghen nell'ambito delle “malattie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo”, viene spesso definita come la “malattia invisibile” per alcune sue caratteristiche peculiari che ne rendono articolata e complessa la diagnosi.

La Fibromialgia è una sindrome dolorosa cronica da sensibilizzazione centrale caratterizzata dalla disfunzione dei circuiti neurologici preposti all'elaborazione degli impulsi provenienti dalle afferenze del dolore dalla periferia al cervello. Si manifesta con diversi sintomi: dal dolore muscolo scheletrico diffuso all'affaticamento costante, da una rigidità di varie parti del corpo all'insonnia, da continui mal di testa a disfunzioni urinarie ma anche scarsa resistenza all'esercizio fisico, astenia o alterazione della concentrazione.

La Fibromialgia è una malattia che progressivamente condiziona e limita le abitudini quotidiane delle persone, nei luoghi di lavoro e in casa, provocando un drastico peggioramento della qualità della vita di chi ne soffre.

Pur essendo a tutti gli effetti una malattia invalidante, ciononostante in Italia non è ancora considerata come tale. Le persone che ne soffrono non riescono a ricevere cure adeguate. La difficoltà diagnostica dà spesso il via a un percorso lungo e costoso e, in assenza di una cura specifica, richiede trattamenti multidisciplinari, farmacologici convenzionali e non convenzionali.

La Giornata Mondiale della Fibromialgia è, pertanto, un momento importante in cui poter parlare di una patologia che, allo stato attuale, le istituzioni e gran parte della collettività non considerano come tale (per tacere della stessa ricerca scientifica che, in questi anni, non ha affrontato il problema con la giusta determinazione). Non per nulla da tempo ci si batte per far sì che la Fibromialgia possa essere inserita nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) in modo da ampliare i diritti dei malati e riconoscere loro cure, spese mediche ed esami diagnostici così come avviene per chi soffre di patologie altrettanto invalidanti.

(ANSA)

 

Per approfondire potete leggere i seguenti articoli

www.ilpapaverorossoweb.it/article/fibromialgia-impariamo-conoscerla

www.ilpapaverorossoweb.it/article/informare-uscire-dallinvisibilità-sindrome-fibromialgica

www.ilpapaverorossoweb.it/article/fibromialgia-chi-ne-soffre-ha-una-maggiore-sensibilità-corneale

www.ilpapaverorossoweb.it/article/fibromialgia-commissione-sanità-del-senato-adotta-ddl-boldrini

 

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