Greenpeace: serve moda slow perché riciclo vestiti è chimera

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20/09/2017 - 15:52

L'industria della moda consuma troppe risorse. Occorre disegnare scenari più sostenibili intraprendendo un percorso che punti verso una moda slow, perché il riciclo al 100% è una chimera. È quanto afferma Greenpeace nel nuovo rapporto "Fashion at the Crossroads", che raccoglie quasi quattrocento esempi di alternative al modello corrente di industria della moda. Per la prima volta viene presentata una rassegna di soluzioni già praticate da cui ottenere un modello che non comporti compromessi di natura etica, sociale o ambientale.

«L'economia circolare - afferma Chiara Campione, Senior Corporate Strategist di Greenpeace Italia - è sulla bocca di tutti, ma dietro questa bella etichetta si nasconde il sogno impossibile dell'industria che la circolarità possa risolvere il problema di un consumo eccessivo di risorse. In ogni caso dobbiamo consumare meno perché il riciclo al 100% è una chimera!».

Da sei anni Greenpeace porta avanti la campagna Detox per l'eliminazione delle sostanze chimiche pericolose dal tessile.

Finora hanno aderito ottanta marchi internazionali, tra i quali più di cinquanta realtà tessili italiane, che rappresentano il 15% della produzione tessile globale in termini di fatturato.

L'associazione sostiene che questo importante risultato rischia di essere rovinato da una "economia circolare" ancora immatura in cui la produzione tessile globale continua a crescere esponenzialmente e il riciclo avviene prima di aver eliminato le sostanze chimiche pericolose. Di qui l'appello per ridurre l'impatto della produzione tessile, aumentare la longevità dei prodotti (magari migliorandone il design) e favorirne il loro riutilizzo e riciclo a fine vita.

«È ora - conclude Greenpeace - che venga adottata una normativa sulla responsabilità delle aziende che preveda il ritiro obbligatorio dei prodotti a fine vita, per evitare che finiscano in discarica o all'inceneritore, e che premi chi si impegna sul fronte della riduzione dell'impatto ambientale del prodotto».

(ANSA)

 

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