Il “mercato” mondiale dei virus, tra realtà e paure – parte terza

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10/03/2016 - 23:57

ROMA – Dopo aver analizzato il fenomeno mondiale relativo al “mercato” dei virus giungiamo alla terza ed ultima parte della nostra inchiesta che ci ha visto consultare esperti del settore medico-scientifico, per focalizzare poi l'attenzione sull'epidemiologia. Nei due articoli precedenti ( http://www.ilpapaverorossoweb.it/article/il-%E2%80%9Cmercato%E2%80%9D-mondiale-dei-virus-tra-realt%C3%A0-e-paure e http://www.ilpapaverorossoweb.it/article/il-%E2%80%9Cmercato%E2%80%9D-mondiale-dei-virus-tra-realt%C3%A0-e-paure-%E2%80%93-parte-seconda ) abbiamo ripercorso le tappe che hanno portato un'inchiesta giudiziaria statunitense a scoprire un contrabbando di virus che ha toccato – qualora venisse accertato – anche l'Italia, per poi ampliare il discorso al sistema mondiale che vede alcune grosse aziende produrre e vendere virus, batteri e agenti patogeni di ogni tipo a laboratori e altri enti di ricerca per meri scopi scientifici. Il tutto attraverso una filiera tracciabile, legale e controllata sotto molteplici aspetti legali e di biosicurezza.

Abbiamo intervistato il professore Giovanni Rezza, medico ed epidemiologo, nonché dirigente di ricerca presso l'Istituto Superiore di Sanità di Roma, che ci ha fornito il suo parere sugli argomenti trattati:

Partiamo da una definizione dell'epidemiologia: di che cosa si occupa questa branca della scienza?

L’epidemiologia (letteralmente “discorso sulla popolazione”) di fatto ha a che fare con la distribuzione delle malattie nella popolazione, il loro trend temporale, i fattori di rischio per l’acquisizione e lo sviluppo delle stesse. In un primo momento lo studio epidemiologico è stato applicato soprattutto alle malattie infettive, ma si è poi raffinato, anche in termini di metodologie utilizzate, nella sua applicazione alle malattie cronico-degenerative

In Italia come ci posizioniamo rispetto ad altri Paesi al Mondo? Siamo all'avanguardia o dobbiamo adeguarci ad altri Stati più virtuosi?

In Italia l’epidemiologia ha una tradizione ormai consolidata, anche se a livello universitario non è così sviluppata come in altri paesi, primi fra tutti i paesi anglosassoni. In Italia, a livello accademico l’epidemiologia viene trattata soprattutto nell’insegnamento di Igiene e Medicina Preventiva all’interno della Facoltà di Medicina. Esiste da anni la Società Italiana di Epidemiologia, particolarmente interessata all’organizzazione sanitaria, alle politiche sanitarie ed alle tematiche ambientali

 

Entriamo nel merito della nostra inchiesta. Il “mercato” mondiale dei virus è composto da aziende che “creano” questi “prodotti” e li vendono a università, istituti di ricerca e altri enti accreditati: come funziona questo meccanismo?

Sinceramente non abbiamo mai fatto ricorso a tale risorsa e personalmente non ne ero neanche a conoscenza. Ciò che comunque viene fatto legalmente implica, evidentemente, controlli e autorizzazioni che lo rendono ‘safe’ dal punto di vista del rischio biologico

 

Quali sono i rischi per la salute mondiale, in presenza di soggetti che per scopi non scientifici potrebbero entrare illegalmente in possesso di virus e batteri?

Se si fa riferimento all’uso di germi a scopo bellico o terroristico, il rischio potenziale potrebbe anche esse re elevato. Fortunatamente, però, non è facile “costruire” tali prodotti e soprattutto far sì che diventino delle vere e proprie armi, rendendosi necessaria una tecnologia piuttosto sofisticata. Gli episodi veri e propri di bioterrorismo si contano sulla punta delle dita di una mano e, con l’eccezione dei casi di antrace provocati alcuni anni fa negli USA, si ricordano solo casi storici come l’episodio dell’assedio di Caffa (lancio di cadaveri di appestati), l’uso di coperte contaminate da vaiolo da parte dei conquistador nelle Americhe o della guerra coi Boeri in Sudafrica

 

Quali sono gli agenti patogeni più pericolosi? Quali differenze vi sono tra essi?

Ebola e Marburg sono virus molto virulenti che si trasmettono solo per contatto diretto. La rabbia è un virus che non perdona, ma è contagiosi solo attraverso il morso da parte dell’animale infetto. Ci sono poi virus come quello della SARS, meno virulento ma certamente più contagiosi, essendo trasmesso per via respiratoria

 

Nell'ipotesi in cui soggetti senza scrupoli entrino in possesso di virus o altro, quali sono i principali meccanismi di contagio e diffusione di malattie e pandemie?

Non è facile causare epidemie attraverso l’uso di agenti bioterroristici. Le pandemie, come quella influenzale, hanno cause naturali, i virus che le causano si diffondono soprattutto per via aerea. La diffusione di agenti micromici trasmessi da zanzare può essere anche relativamente efficiente

 

Quali sono le direttive europee e mondiali in tema di livelli di biosicurezza?

Sono direttive molto stringenti. I laboratori che lavorano agenti pericolosi devono assicurare elevati standard di sicurezza, di livello 3 o, per i virus emorragici, 4. Esiste inoltre a livello globale una convenzione contro l’usp di armi biologiche

 

In conclusione, possiamo ritenerci sicuri?

Non credo che le minacce all’umanità derivino da agenti costruiti a tavolino. La natura è di per sé una potente e feconda fonte di pericolosi agenti infettivi in grado di costituire una minaccia per l’umanità

 

In merito al mercato mondiale dei virus, abbiamo consultato il professore Fabrizio Ernesto Pregliasco, virologo presso l'Università degli Studi di Milano che ci conferma l'esistenza di questo fenomeno: “Si tratta di un mercato assolutamente legale, esistente, trasparente e di grande utilità per la ricerca scientifica. Consente di poter avere materiale con determinate caratteristiche per test e metodi di analisi ben certificati, nonché studi scientifici di grande rilevanza. Quanto alle aziende, la ATCC, in questo senso, è una garanzia a livello mondiale. Quanto ai potenziali rischi, credo siano davvero minimi”.

Quanto al ruolo della virologia: “La virologia ci permette di studiare le nuove frontiere aperte da molte malattie infettive: oggi si sta lavorando moltissimo sulla lotta a tutte le malattie virali e batteriche, che hanno una forza diffusiva notevole e i cui effetti non scherzano di certo. E' importante sviluppare antibiotici efficaci, poche sono le vere armi terapeutiche contro i virus e le nuove emergenze a livello mondiale, vedi i recenti casi legati a Zyka o Ebola ma anche le pandemie influenzali. Queste ultime rappresentano un grosso problema, a volte sottovalutato, poichè certe variazioni (alcuni ceppi di aviaria, per esempio) colpiscono con forza e si pone un'emergenza per la sanità pubblica mondiale”

 

E in Italia ?

Possiamo dire che questa disciplina, in Italia, è ancora un segmento di nicchia con pochi cultori ma ugualmente si occupa di problematiche imponenti, come i virus aviari (ricordiamo i casi del 1999-2000) e non solo, dunque, quelli umani. Stiamo maturando una grande esperienza 'sul campo', c'è molto lavoro da fare e a livello internazionale diamo un contributo importante

 

Quali sono i virus più pericolosi?

Ogni virus è un rischio in sé ma in particolare quelli più pericolosi sono quelli che dimostrano una certa capacità di contagio, per vie respiratorie. Tutti quelli influenzali rientrano tra questi ma anche quelli con trasmissione vettoriale come Dengue o febbre gialla, solo per citarne due

 

Siamo giunti, dunque, alla fine di questa nostra inchiesta che ci ha permesso di capirne di più su un fenomeno di larga scala. E' giusto che ogni lettore sia libero di maturare le proprie riflessioni e per quanto ci riguarda possiamo affermare che il mercato mondiale dei virus è una realtà che va senz'altro analizzata e tenuta sotto osservazione. La filiera è sottoposta a rigidi controlli e i rischi per la salute mondiale risultano bassi ma ciò non toglie che l'insidia, purtroppo, resti dietro l'angolo. L'arma migliore, oltre alla prevenzione, è l'informazione.

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