Il fumo rafforza i batteri resistenti agli antibiotici

05/08/2019 - 12:00

Il fumo di sigaretta aumenta la capacità dei superbatteri di resistere ai farmaci, rendendoli più invasivi e resistenti agli antibiotici.

A mettere in luce il meccanismo attraverso cui fumare può rendere difficile guarire da infezioni dovute allo stafilococco aureo, un batterio molto comune e presente nel naso e nella faringe, è uno studio pubblicato su Scientific Reports.

Il fumo è responsabile di circa 7 milioni di vittime ogni anno nel mondo, collegate a tumori, malattie cardiovascolari e respiratorie. È noto che abbia anche l'effetto di danneggiare le difese contro le infezioni, ma finora non era chiaro il meccanismo. Per colmare questa lacuna, la nuova ricerca ne ha esaminato l'effetto sullo stafilococco aureo, batterio che può causare polmoniti, sempre più difficili da curare e potenzialmente letali, a causa della diffusione di ceppi resistenti agli antibiotici comunemente prescritti. Nello studio, condotto in laboratorio, i ricercatori hanno esposto al fumo di sigaretta sei dei più comuni ceppi resistenti alla meticillina e hanno notato che, a seguito dell'esposizione, alcuni sono diventati più invasivi e persistenti.

Analizzando il meccanismo, si è visto che il fumo aveva l'effetto di «mutare il DNA del batterio a un ritmo molto più veloce del normale, facendo emergere piccole colonie altamente invasive, difficili da eliminare e collegate a infezioni croniche», spiega Maisem Laabei, ricercatore presso l'Università di Bath, nel Regno Unito. «Le condizioni stressanti imposte dal fumo - conclude - inducono risposte nelle cellule microbiche che portano all'adattamento a condizioni difficili, con l'effetto netto di aumentare la virulenza e il potenziale di infezione».

(ANSA)

 

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