La carenza di batteri intestinali potrebbe predisporre alla depressione

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08/02/2019 - 13:00

La carenza di specifici batteri intestinali potrebbe predisporre alcuni individui ai disturbi depressivi.

Lo rivela una ricerca pubblicata sulla rivista Nature Microbiology che ha coinvolto due campioni indipendenti ciascuno di oltre 1.000 individui. Condotto da Jeroen Raes del VIB-KU a Lovanio, in Belgio, lo studio ha evidenziato che due tipi di batteri, Coprococcus e Dialister, sono consistentemente ridotti nell'intestino di individui che soffrono di depressione.

In un sottogruppo del campione gli esperti hanno anche collegato l'attività di alcuni batteri intestinali alla salute mentale, in particolare la capacità dei batteri di produrre una sostanza simile alladopamina” (un neurotrasmettitore associato anche a senso di gratificazione) è risultata legata a maggiori livelli di salute mentale.

Gli esperti hanno prima studiato il genoma del microbiota intestinale di 1.054 individui afferenti allo studio Flemish Gut Flora Project; poi hanno ripetuto l'analisi su un secondo campione di 1.062 individui afferenti al Dutch LifeLines DEEP. Nel campione vi erano anche pazienti colpiti da disturbi depressivi (diagnosticati dal medico di medicina generale). In entrambi i casi sono affiorate differenze nella composizione del genoma intestinale di individui con diagnosi di depressione rispetto ai soggetti sani di controllo. È emersa una minore varietà di specie batteriche nell'intestino di individui che soffrivano di disturbi depressivi e in particolare una carenza di certi ceppi.

I ricercatori si stanno preparando per intraprendere un altro studio sull'argomento su un nuovo campione di individui; la ricerca partirà in primavera.

(ANSA)

 

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