OMS, nel mondo infezioni ospedaliere per un paziente su dieci

Autore:
Redazione
04/05/2019 - 09:34

Nel mondo un paziente su dieci è colpito da un'infezione legata all'assistenza sanitaria. Basti pensare che in alcuni paesi fino al 70% delle iniezioni viene fatto in modo inappropriato e poco sicuro, riutilizzando ago e siringa.

Ecco perché lo slogan della Giornata Mondiale per l'igiene delle mani, che si celebra il 5 maggio, è “Cure sicure per tutti, Clean Care For All - It's in Your Hands”. Obiettivo dell'iniziativa, lanciata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e sostenuta anche dall'Istituto Superiore di Sanità (ISS), è garantire condizioni di salute migliori, prevenire e controllare le infezioni.

In Italia, sottolinea l'ISS, circa l'8% dei pazienti ha contratto un'infezione collegata all'assistenza (ICA), per un totale stimato di più di mezzo milione di pazienti con infezioni ospedaliere l'anno. Le più frequenti sono quelle respiratorie, seguite da batteriemie, infezioni del tratto urinario e del sito chirurgico. I microrganismi responsabili più comuni sono Escherichia coli, Klebsiella pneumoniae, Pseudomonas aeruginosa e Staphylococcus aureus, spesso multiresistenti agli antibiotici di prima e seconda linea per il loro trattamento e contro i quali vi sono poche armi efficaci.

Uno studio dell'ECDC (Centro Europeo per il Controllo delle Malattie) ha stimato che le infezioni collegate all'assistenza sono responsabili di più morti di quelli causati da tutte le altre malattie infettive sorvegliate in Europa, anche se almeno la metà sono prevenibili applicando procedure adeguate. L'igiene delle mani, l'igiene ambientale e il corretto uso degli antibiotici sono i pilastri per prevenirle e controllarle. Lavarsi le mani è anche il provvedimento a più basso costo e quindi il migliore investimento. Cinque i momenti in cui le mani devono essere sicuramente pulite, secondo le linee guida dell'OMS: prima di toccare il paziente, prima di eseguire procedure sterili, dopo essere stati esposti a fluidi corporei, dopo aver toccato il paziente e dopo aver toccato le cose intorno a lui.

(ANSA)

 

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