OMS: non è vero che i migranti portano malattie

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11/02/2019 - 13:00

Presentato il primo Rapporto sulla Salute dei Migranti in Europa redatto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

Il documento, realizzato in collaborazione con l’Istituto Nazionale Salute, Migrazioni e Povertà (INMP) italiano, si basa sui dati di oltre tredicimila documenti raccolti nei cinquantaquattro paesi che fanno parte della regione Europa dell’OMS, dati che sfatano una serie di luoghi comuni che solitamente accompagnano l'argomento migrazione.

In particolare, spiega l'OMS, quello che “i migranti portano le malattie” è un falso mito, mentre è forte il rischio che la loro salute peggiori una volta arrivati nei paesi di destinazione a causa delle cattive condizioni in cui vivono. Altro falso mito è che siano sempre più numerosi, mentre nei cinquantaquattro paesi compresi nell’area dell’OMS-Europa sono appena il 10% della popolazione, anche se in alcune realtà la gente comune ha una diversa percezione dello stato delle cose ritenendo che siano tre o quattro volte di più.

Dal punto di vista sanitario, la salute delle persone che arrivano è buona. Il rischio di malattie non trasmissibili, come tumori o problemi cardiaci, è più basso che nella popolazione generale, ma aumenta all’aumentare del periodo di permanenza a causa del mancato accesso ai servizi sanitari e delle condizioni igieniche spesso insufficienti.

«Anche per le malattie infettive l’aneddotica non corrisponde alla realtà. È vero che lo spostamento delle popolazioni viene considerato una fonte di rischio, e per questo c’è un monitoraggio, ma riguarda tutti gli spostamenti. Si pensi ai quattrocentomila che sono arrivati via mare in Italia nel 2016 e ai venti milioni di passeggeri dell’aeroporto di Fiumicino. La verità è che anche quando arrivano persone con infezioni l’evento è così sporadico che non costituisce un problema per la salute pubblica, come dimostra il fatto che non abbiamo mai registrato un contagio alla popolazione residente», sottolinea Santino Severoni, coordinatore del programma OMS Europa sulla migrazione e la salute.

«Senza entrare nelle scelte politiche delle singole nazioni, che non ci competono, possiamo dire però che da parte di alcuni governi c'è una sensibilità che distoglie l'attenzione dai fatti. Si alimentano preoccupazioni che poi i dati reali smentiscono. Il Rapporto sulla Salute che abbiamo presentato ne è una prova, ci sono molte preoccupazioni su questo aspetto ma dai dati raccolti queste si sgonfiano immediatamente», conclude Severoni.

 

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