Paesi del Mediterraneo più caldi, +1,4 gradi e più eventi estremi

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03/11/2018 - 10:39

I paesi del Mediterraneo nell'ultimo secolo si sono riscaldati più del resto del mondo (+1,4 gradi contro +1 grado): questo ha fatto aumentare le ondate di calore e i nubifragi e li ha resi più devastanti. E nei prossimi anni, il riscaldamento dell'area del Mediterraneo sarà più alto del 25% di quello globale, in particolare con un riscaldamento estivo maggiore del 40% rispetto alla media.

Lo sostiene una ricerca internazionale condotta da varie università dell'area (Marsiglia, Barcellona, Salento, Nicosia, Haifa, Rabat) e pubblicata sulla rivista Nature Climate Change.

Le temperature medie nei paesi del Mediterraneo, si legge nello studio, sono salite di «1,4 gradi rispetto ai livelli della fine del XIX secolo (cioè i livelli preindustriali)». Più di quelle mondiali, che sono cresciute di 1 grado. «Le ondate di calore ora avvengono più frequentemente e la frequenza e l’intensità delle siccità è aumentata dal 1950. In ciascuna delle decadi più recenti, la superficie del mar Mediterraneo si è riscaldata di circa 0,4 gradi. Negli ultimi due decenni, il livello del mare è salito di circa 3 centimetri per decennio», prosegue la ricerca.

«Il riscaldamento futuro della regione del Mediterraneo è atteso che superi del 25% i tassi globali, in particolare con un riscaldamento estivo maggiore del 40% rispetto alla media globale», scrivono ancora i ricercatori. Per lo studio «un aumento globale della temperatura atmosferica di 2 gradi sarebbe probabilmente accompagnato da una riduzione delle precipitazioni estive di circa il 10-15% nel sud della Francia, Spagna nord-occidentale e Balcani, e fino al 30% in Turchia e Portogallo».

Il riscaldamento nel Mediterraneo è più elevato che nel resto del mondo per una serie di ragioni combinate: «La regione si trova in una zona di transizione fra i regimi di circolazione atmosferica delle medie latitudini e della fascia subtropicale. È caratterizzata da una complessa morfologia di catene montuose e forti contrasti terra-mare, una popolazione umana densa e in crescita, varie pressioni ambientali».

(ANSA)

 

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