Stress da Covid: aumentati i problemi dentali

Autore:
Redazione
23/11/2020 - 05:24

Distanziamento sociale e smart working hanno in questi mesi fatto aumentare ansia e stress, e, come se ciò non bastasse, il disagio causato dalla pandemia potrebbe influire negativamente persino sulla salute dei nostri denti. Infatti, si è registrato ultimamente un aumento di richieste (circa il 30% in più) di bite, apparecchi ortodontici usati per curare il bruxismo (il digrignamento dei denti durante il sonno).

I casi di questo disturbo sono cresciuti del 36%; inoltre, si è riscontrato un incremento del 120% (più del doppio) rispetto al 2019 delle fratture dentali e un sensibile aumento delle carie (+18%).

È l'allarme dei dentisti della Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SIdP), lanciato recentemente in occasione del Congresso Nazionale PERIO 2020. I dati arrivano dagli Stati Uniti, ma, come rivela il presidente SIdP, Luca Landi, l’aumento di bruxismo ed una maggiore richiesta di bite è riscontrabile anche nel nostro Paese.

Da sottolineare, poi, che il bruxismo consumando i denti potrebbe rendere critici i casi più gravi di parodontite (malattia gengivale che mina la tenuta dei denti).

«Dopo il lockdown abbiamo registrato un peggioramento delle condizioni orali e parodontali e la complicanza delle fratture dentali è fra quelle più frequentemente riscontrate. Il problema, oltre alla mancanza di visite di controllo e alla scarsa igiene orale, è riconducibile anche alla maggiore ansia determinata dal distanziamento sociale. Molte persone, infatti, tendono a somatizzare il disagio e lo stress a livello del cavo orale, con comportamenti come il bruxismo o il serramento dei denti che a lungo andare possono deteriorare le superfici dentali e causare fratture, dolore alla mascella, sensibilità dentale, emicrania e aumento della mobilità dei denti nei pazienti con parodontite più grave», dichiara Luca Landi.

«A peggiorare queste condizioni, soprattutto nei casi più gravi di parodontite con la mobilità dei denti più compromessa, si aggiunge lo stress da smart working che può aumentare quando si estendono gli orari di lavoro e non ci sono più pause», prosegue Landi.

Tammy Chen, dentista di New York fra le prime ad aver segnalato l'incremento dei casi di frattura dentale fra i suoi pazienti, ha di recente raccontato sul New York Times che con la pandemia quotidianamente si presenta nel suo studio almeno un paziente con un dente rotto.

«Anche in Italia sembrano aumentate, rispetto allo scorso anno, le fratture dentali e le complicanze parodontali. Uno dei rimedi più consigliati è il bite: paradenti che evita che i denti si consumino», aggiunge Landi.

«Il bruxismo non è un problema trascurabile: in condizioni normali i denti si toccano solo quando si mastica o si deglutisce; normalmente, quindi, i denti vengono in contatto non più di 20 minuti al giorno. Invece, nel bruxismo i denti sono in contatto anche 6-8 ore su 24, il che significa che in termini di consumo di denti una settimana come bruxista equivale a circa 4 mesi di un individuo senza disturbo. Ovviamente nei casi più gravi», spiega ancora l’esperto.

Quando il paziente è più suscettibile allo stress e al carico occlusale, anche la mobilità dei denti deve essere tenuta sotto controllo, rileva Landi. Se è stato perso più del 50% del supporto parodontale, e se sono rimasti meno di venti denti, purtroppo non è sufficiente solo andare dall'igienista ogni 6 mesi, avverte in conclusione.

(Fonte: ANSA - Foto di copertina: Pixabay)

 

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