Ulivo migra a Nord ed il vino è più alcolico per il caldo

11/08/2017 - 16:48

Per effetto dei cambiamenti climatici la coltivazione dell'ulivo in Italia è arrivata a ridosso delle Alpi, nella Pianura Padana si coltiva oggi circa la metà della produzione nazionale di pomodoro destinato a conserve e di grano duro per la pasta, colture tipicamente mediterranee mentre in Sicilia si coltivano banane, avocado e altri frutti esotici Made in Italy.

È quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che il caldo estivo record che ha sconvolto coltivazioni e allevamenti provocando all'agricoltura danni per oltre due miliardi è in realtà la punta di un iceberg della tendenza al surriscaldamento che ormai da anni interessa anche l'Italia.

Una evidente tendenza al surriscaldamento che ha cambiato la distribuzione delle coltivazioni e le loro caratteristiche. È ora in provincia di Sondrio, oltre il 46esimo parallelo, l'ultima frontiera Nord dell'olio d'oliva italiano. Negli ultimi dieci anni - spiega la Coldiretti - la coltivazione dell'ulivo sui costoni più soleggiati della montagna valtellinese è passata da zero a circa diecimila piante, su quasi 30mila metri quadrati di terreno.

Il vino italiano è aumentato di un grado negli ultimi 30 anni, ma il caldo ha cambiato anche la distribuzione sul territorio dei vigneti che tendono ad espandersi verso l'alto con la presenza della vite a quasi 1.200 metri di altezza come nei comuni di Morgex e di La Salle, in provincia di Aosta, dove dai vitigni più alti d'Europa si producono le uve per il Blanc de Morgex et de La Salle DOP.

Il riscaldamento provoca anche, afferma la Coldiretti, il cambiamento delle condizioni ambientali tradizionali per la stagionatura dei salumi, per l'affinamento dei formaggi o l'invecchiamento dei vini. «Una situazione che di fatto mette a rischio il patrimonio di prodotti tipici Made in Italy».

(ANSA)

 

crowfunding adas

clicca e scopri come sostenerci